La scelta giusta per il diabetico: allenamento e proteine

allenamento-e-proteineUna recente pubblicazione australiana sulla rivista Diabetes Care ha mostrato che in pazienti con diabete di tipo 2 la dieta ipoenergetica ad alto contenuto di proteine, insieme a un allenamento di endurance, permette di ottenere la più elevata perdita ponderale e la migliore proporzione tra massa magra e massa grassa. Lo studio è stato condotto su 59 soggetti che sono riusciti a terminare il programma di 16 settimane. I soggetti sono stati divisi in 4 gruppi: un controllo (dieta tradizionale e nessun programma di allenamento), un gruppo sottoposto a dieta ad alto contenuto proteico ma nessun programma di allenamento, un gruppo con dieta tradizionale e il programma di allenamento di resistenza, il quarto gruppo con dieta iperproteica e programma di allenamento; quest’ultimo gruppo è stato quello che ha ottenuto i risultati migliori ma in tutti, comunque si ha avuto una regolarizzazione dei livelli di glucosio, insulina, trigliceridi e colesterolo ldl.

Lampade abbronzanti sotto accusa

raggi-uv-sotto-accusaL’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha recentemente valutato il rischio dell’esposizione ai raggi UV dei comuni lettini abbronzanti e delle lampade, e spostato il grado di loro pericolosità dal grado 2A al gruppo 1 delle sostanze cancerogene.
Una promozione al grado più alto di pericolosità giustificato da una recente analisi che ha evidenziato l’aumento del 75% nello sviluppo di melanomi nelle persone di meno di 30 anni più dedite alla cosiddetta “abbronzatura artificiale”. 
L’esposizione a raggi UV sembra anche avere una  diretta relazione con lo sviluppo d melanomi oculari. L’agenzia ha inoltre spostato al grado di pericolosità massima anche tutti quei sistemi che si avvalgono di particelle ionizzanti per generare l’abbronzatura.
Lancet Oncol 2009; 10: 751-752

Lo sport di resistenza nella terza età

sport-di-resistenza-e-terza-etaNell’anziano la debolezza dei muscoli è associata al calo della funzionalità fisica. Effettuare un programma di esercizi di resistenza progressivi (PRT) ha come fine principale proprio quello di aumentare la forza muscolare. Per questo numerosi studi ormai sono concordi nell’affermare che esercizi di resistenza anche in età avanzata apportano il beneficio di mantenere un’ottimale funzionalità fisica, anche associata alla capacità di compiere attività semplici e complesse.
Anche se non sono stati ancora esaminati a fondo gli effetti collaterali in casi clinici, di fatto praticare sport di resistenza a livello moderato 2 o 3 volte a settimana può tradursi per l’anziano nella riduzione della propria disabilità fisica dovuta a debolezza muscolare.
(Cochrane Database Syst Rev online 2009, pubblicato l’8/7)

Caffeina per il glicogeno muscolare

caffeina e glicogeno muscolareIn uno studio randomizzato in doppio cieco incrociato, condotto dall’Università Australiana di Victoria su sette ciclisti in carico atletico, si sono valutati gli effetti della sintesi del glicogeno muscolare associati all’assunzione di bevande per il recupero a base di carboidrati e caffeina, contro beverage a sola base di carboidrati.
Lo studio ha evidenziato che l’associazione di carboidrati ed alte dosi di caffeina permette un maggiore accumulo di glicogeno muscolare rispetto ai soli carboidrati; l’effetto pare essere più marcato tanto più la condizione atletica del soggetto è buona.

Pomodori ogm contro il cancro

pomodori-antiossidanti-1Ormai sono passati 20 anni dall’invito del National Cancer Institute a consumare 5 razioni al giorno di frutta e verdura e mai fino ad oggi questa esortazione è stata considerata in maniera seria. Ad aggravare la situazione, anche il costo di questi beni di consumo in continuo rialzo, che non invita la popolazione a mangiarli.
Che soluzioni proporre? Una soluzione particolare è stata proposta da “Flora”, un progetto nato dalla collaborazione di più università europee che consiste nel generare dei cibi-farmaco in grado di veicolare antiossidanti evoluti con semplici ortaggi.
Nasce così un pomodoro ricco di antocianine, antiossidanti del gruppo dei flavonoidi, che può esercitare un effetto protettivo nei confronti della carcinogenesi. Come si riconosce? Queste molecole hanno la peculiarità di conferire un marcato colore viola: i pomodori così geneticamente modificati si possono riconoscere dal marcato colore viola che li caratterizza!
I ricercatori si dicono ottimisti di poter effettivamente ottenere buoni risultati a livello farmacologico somministrando semplici alimenti: non sempre quindi la parola OGM deve spaventare!

Ancora punti a favore della dieta mediterranea

alimentazioneNonostante sia spesso sottovalutata e avversata da diete alternative, la nostra dieta mediterranea mostra sempre nuovi benefici.
L’ultima scoperta riguarda il cervello: pare infatti che un alto consumo di frutta, verdura, pesce e olio d’oliva possa allontanare il rischio di demenza senile e insorgenza del morbo di Alzheimer.
I risultati di una ricerca svolta su oltre 1390 soggetti sembrano accreditare la tesi che la mediterranea risulti protettiva per l’MCI (Deficit Cognitivo Medio) e il morbo di Alzheimer e la spiegazione risiederebbe nella protezione vascolare che una dieta ricca di fibre, vitamine e antiossidanti esercitano sul corpo. Visto che le degenerazioni cognitive sono legate anche a problematiche vascolari, la nostra dieta pare la più adatta a prevenire queste malattie.

Lo sport e la memoria

sport-e-memoriaUno studio condotto recentemente in Australia ha preso in esame un campione di anziani con malattie cognitive degenerative e li ha sottoposti a un semplice programma di attività fisica da svolgere in autonomia a casa. Anche se non ci sono gli estremi per affermare con certezza che l’attività fisica prevenga l’insorgenza del Morbo di Alzheimer, si è registrato un notevole rallentamento della degenerazione cognitiva.
Già studi osservazionali molto importanti hanno in passato evidenziato che le persone attive hanno meno possibilità di andare incontro a declino cognitivo nella terza età rispetto a persone sedentarie, ma ancora mancano conferme che solo ricerche randomizzate possono dare.
Questo è quanto il gruppo di ricerca australiano si è prefissato di dare, analizzando un campione di 170 volontari con età superiore ai 50 anni. Dopo 18 mesi, i soggetti sottoposti al programma di allenamento hanno avuto un miglioramento di circa 0,26 punti della ADAS-Cog (la scala di misura dell’Alzheimer), contro un peggioramento di 1,04 punti del gruppo di controllo.
Un piccolo incremento, dunque, ma persistente e importantissimo!
Infine, a differenza del trattamento farmacologico, l’esercizio fisico produce benefici anche per la salute, che non si limitano alla degenerazione cognitiva, ma anche all’apparato cardiovascolare e al miglioramento globale della qualità della vita.

Riabilitato l’aspartame!

aspartame1Il Panel dell’EFSA sugli additivi alimentari e le fonti di nutrienti aggiunti agli alimenti (ANS) ha analizzato di recentemente i dati riguardanti la potenziale cancerogenicità del più famoso tra i dolcificanti di sintesi: l’aspartame. Sembra che i dati forniti dall’Istituto Ramazzini, che aveva condotto lo studio, siano effettivamente scarsi e non vi sia effettiva correlazione tra assunzione di aspartame e insorgenza del cancro.
In conclusione, l’EFSA afferma che non ci sarebbero indici di genotossicità e cancerogenicità potenziali associate al suo consumo tali da poter riconsiderare il precedente ADI (accetable daily intake) di 40 mg/kg stabilito nel 2006.

Grassi poliinsaturi per lo sviluppo dell’intelligenza

intelligenza7Gli acidi grassi della serie Omega3 e Omega6, rispettivamente l’acido docosaesanioco e l’acido arachidonico, oltre ad avere le note caratteristiche di avere un effetto protettivo sull’apparato cardiovascolare sono anche importanti costituenti di alcune membrane cellulari, in particolare di retina e cervello. Entrambi sono acidi grassi “essenziali” nei momenti di rapida crescita dell’organismo: non possono cioè essere costruiti dal corpo ma devono necessariamente essere introdotti con l’alimentazione.
Diversi studi hanno evidenziato una relazione tra livelli di assunzione di pesce (ricco in DHA) da parte della gestante e sviluppo neurocerebrale e visivo del feto: nel primo anno di vita, in particolare, sembra che la memoria visiva del bimbo sia migliore nel caso di dieta ricca di DHA.
E’ in particolare raccomandato assumere, prima della nascita e per tutto il periodo dell’allattamento, pesce almeno 2 volte a settimana per garantire all’organismo un quantitativo di DHA pari a 200mg/die; diverso è il caso dell’AA che è presente in molti alimenti di origine animale (anche come acido linoleico, suo precursore).
Quindi il pesce rende più intelligenti? Se lo sviluppo dell’intelligenza ha comunque tante variabili, sicuramente l’assunzione di Omega3 è una di queste!

Il gene che ti lascia mangiare

geneche-ti-lascia-mangiare.jpgE’ il caso scientifico degli ultimi giorni: Nature, una rivista scientifica estremamente accreditata, ha pubblicato un articolo in cui l’equipe di ricerca di Dusseldorf, capitanata dal Prof. Ruther non nuovo a importanti studi in materia di metabolismo, sostiene di aver individuato nel gene “fto” il responsabile dell’accumulo di adipe.
Se fino a poco tempo fa si riteneva che questo gene incidesse solo nella sensazione di appetito, le ultime ricerche sembrano individuare nell’fto il responsabile del rallentamento del metaboismo: in esperimenti condotti su ratti, infatti, i soggetti privi di questo gene sono rimasti magri anche mangiando grandi quantità di cibo e rimanendo inattivi.
Le possibili implicazioni mediche sono ancora lontane dall’essere realizzate o progettate ma questo è un importantissimo passo nella direzione della cura dell’obesità!

Come integrare le proteine nell’alimentazione dello sportivo

alimentazione-proteicaQuando si parla di assumere proteine in polvere l’approccio degli atleti è spesso molto vario: si passa facilmente da chi pensa che non serva a nulla ad atleti che non possono vivere senza la supplementazione di 50g di integratore al giorno. L’International Society of Sport Nutrition ha recentemente fatto ordine su questo argomento individuando le reali necessità dello dell’atleta.
Posto che lo sportivo ha una maggiore richiesta proteica rispetto alla persona sedentaria per riparare efficacemente il tessuto muscolare ed evitare il catabolismo della massa magra, si è individuato nei seguenti intake proteici quelli ideali per ogni tipologia di disciplina sportiva:
-1,4g/kg/die per chi svolge attività di tipo aerobico,
-1,7g/kg/die per attività a componente mista,
-2g/kg/die per gli sport di forza e di potenza,
Questi quantitativi non hanno mostrato effetti indesiderati mentre uno scarso apporto proteico può ridurre sensibilmente l’adattamento all’allenamento.
Oltre che con gli alimenti tradizionali (carne, uova, legumi, pesce…), si può arrivare all’intake proteico ottimale con gli integratori; oltre a essere conservabili a lungo, le proteine in polvere sono più biodisponibili e digeribili. La letteratura scientifica più recente ha individuato nelle miscele di diverse fonti proteiche una sequenziale risposta aminoacidemica: in particolare l’associazione di proteine del siero unite a frazioni di caseina permette di avere una risposta pronta e duratura utile in particolare per il recupero muscolare post-esercizio. Proteine ricche di amminoacidi ramificati e glutammina permettono una ricostruzione efficace del muscolo e sono quindi indicate per chi si sottopone a carichi di lavoro intensi.

L’integrazione con olio di pesce contribuisce a ridurre il broncospasmo da esercizio intenso in atleti elite

olio-di-pesceFish oil supplementation reduces severity of exercise-induced bronchoconstriction in elite athletes.
Mickleborough TD, Murray RL, Ionescu AA, Lindley MR.

Department of Kinesiology, Indiana University, 1025 East 7th Street, HPER 112, Bloomington, IN 47401, USA. tmickleb@indiana.edu

In elite athletes, exercise-induced bronchoconstriction (EIB) may respond to dietary modification, thereby reducing the need for pharmacologic treatment. Ten elite athletes with EIB and 10 elite athletes without EIB (control subjects) participated in a randomized, double-blind crossover study. Subjects entered the study on their normal diet, and then received either fish oil capsules containing 3.2 g eicosapentaenoic acid and 2.2 g docohexaenoic acid (n-3 polyunsaturated fatty acid [PUFA] diet; n = 5) or placebo capsules containing olive oil (placebo diet; n = 5) taken daily for 3 weeks. Diet had no effect on preexercise pulmonary function in either group or on postexercise pulmonary function in control subjects. However, in subjects with EIB, the n-3 PUFA diet improved postexercise pulmonary function compared with the normal and placebo diets. FEV1 decreased by 3 +/- 2% on n-3 PUFA diet, 14.5 +/- 5% on placebo diet, and 17.3 +/- 6% on normal diet at 15 minutes postexercise. Leukotriene (LT)E4, 9alpha, 11beta-prostaglandin F2, LTB4, tumor necrosis factor-alpha, and interleukin-1beta, all significantly decreased on the n-3 PUFA diet compared with normal and placebo diets and after the exercise challenge. These data suggest that dietary fish oil supplementation has a markedly protective effect in suppressing EIB in elite athletes, and this may be attributed to their antiinflammatory properties.

Am J Respir Crit Care Med. 2003 Nov 15;168(10):1146-7

Chi dorme si ammala meno

riposare-bene.jpgUn recente studio condotto da un gruppo di ricerca dell’Università  di Pittsburgh ha preso in esame le abitudini del sonno, mettendole in relazione con la predisposizione a contrarre un male di stagione: il comune raffreddore.
Evidenze sperimentali suggeriscono che la privazione del sonno altera la risposta immunitaria, riducendo l’attività  dei linfociti T: diminuisce infatti la produzione endogena di interleuchina-2, fattore che rende possibile la produzione di queste cellule che prevengono l’insorgenza di fenomeni infiammatori.
I ricercatori hanno esaminato un campione perfettamente profilato di uomini e donne e indagato per venti giorni sul tempo di sonno quotidiano. Inoculando, dopo 5 giorni di controllo, il rinovirus nei volontari, è emersa l’evidenza che ci si attendeva: la risposta immunitaria di chi riposava in maniera migliore è risultata superiore rispetto a chi ha abitudine di dormire meno.
Un buon sonno, quindi, è molto di più che una buona abitudine: è un vero e proprio strumento di prevenzione!

Il vaccino è una garanzia, non farlo è un rischio per tutti

provetteL’American Journal of Epidemiology ha recentemente riportato l’attenzione sull’importanza del vaccino.
L’analisi epidemiologica di gruppi di bambini che non vengono vaccinati (spesso per ragioni culturali) rivela che in queste situazioni è altissima l’insorgenza di malattie infettive come la pertosse e la loro diffusione su tutta la comunità.
E’ fondamentale quindi mantenere alto il livello di controllo nella copertura nazionale delle vaccinazioni che vengono suggerite dal Ministero e di quelle obbligatorie.

Ragazzi, scaldatevi bene!

esercizioLa forza dei giovani è spesso rappresentata dall’inesauribile energia che dimostrano in ogni momento della giornata. La percepiscono gli allenatori, i preparatori e tutte le figure professionali che si trovano a stretto contatto con i giovani sportivi. Questa irruenza però può tradursi in infrazioni, problematiche muscolo-tendinee e anche sfociare in patologie serie se non ci si avvicina con la dovuta razionalità e preparazione alla seduta allenante. E’ recentemente stato pubblicato su un’importante rivista scientifica di settore (BMJ online 2008 del 9/12) un protocollo di riscaldamento muscolare studiato per il calcio che consiste in:
- 8 minuti di corsa blanda combinata a stretching attivo,
- 10 minuti di attività di contatto regolamentata,
- 2 minuti di corsa veloce.
Un tale programma può con 20 minuti migliorare la propriacettiva, la forza e l’equilibrio dell’atleta. Un buon riscaldamento, quindi, può  rendere, anche in giovane età, l’allenamento estremamente sicuro e più divertente.