La ricetta per dimagrire: Carta e penna!

carata-e-pennaIl Dr. Christopher Mosunic, uno specialista nel controllo del peso presso il Greenwich Hospital di Greenwich in Connecticut, ha effettuato un bilancio della sua attività professionale dividendo i suoi pazienti in due grandi gruppi: chi scrive quotidianamente ciò che mangia, tenendo un regolare diario alimentare, e chi non ha questa abitudine; ebbene, i componenti del primo gruppo sembrano riuscire a raggiungere migliori risultati rispetto ai secondi!
La ragione del successo di chi tiene il diario alimentare è dovuto alla maggiore volontà di essere consci di ogni morso di cibo che si assume.  “Può aiutare a capire quante calorie vengono talvolta consumate in pochissimo tempo!” dice il Dr. Mosunic; inoltre, condividere queste informazioni con un nutrizionista esperto può aiutare a raggiungere più velocemente i risultati attesi.
Fonte: Medical News Today

La dieta mediterranea fa perdere peso!

dieta-mediterranea-e-pesoChi associa la dieta mediterranea al grasso e a uno stile alimentare non salutare dovrà fare i conti con una recente analisi che ha preso in considerazione sedici studi controllati e randomizzati: la ricercatrice Katherine Esposito del dipartimento di geriatria della Seconda Università di Napoli ha individuato che associare attività fisica contiuativa a questo regime alimentare -spesso ostracizzato dai nutrizionisti sportivi- ha portato a un significativo calo ponderale della massa grassa dei soggetti coinvolti.
Nonostante, quindi, il contenuto lipidico relativamente alto di questo stile alimentare si può affermare che, quando è ben condotta, la dieta mediterranea contribuisce a uno stato di forma ottimale!

Fonte: Metab. Syndr. Relat. Disord., 2010 Oct 25

I grassi essenziali per il futuro della salute!

grassi-essenzialiL’annuale Simposio della Unilever sulla Nutrizione di quest’anno ha voluto evidenziare e sottolineare quanto gli acidi grassi essenziali (EFA), ovvero i grassi insaturi e poli-insaturi come l’acido linoleico (LA) e gli omega3 (EPA e DHA), siano importanti nell’alimentazione dell’uomo in tutte le età.
Tutte le sessioni del simposio sono state volte a fare il “punto della situazione” della letteratura scientifica prodotta in materia di assunzione di questi importantissimi nutrienti: oltre a evidenziare la completa sicurezza di questi grassi in tutte le età e condizioni fisiche (sono infatti utilissimi sia nell’infanzia sia in gravidanza), si sono sottolineati in particolare i loro benefici nei confronti della salute e della corretta funzionalità cerebrale, legata alle proprietà benefiche sulla circolazione sanguigna.
Il Dr. Alan Dangour ha anche sottolineato la difficoltà di reperire quantità importanti di questi acidi grassi poli-insaturi negli alimenti, dando indicazioni pratiche sulle strategie per massimizzare la loro assimilazione nella dieta e suggerendo anche di integrarli con opportuni prodotti di integrazione.
Fonte: European Journal of Clinical Nutrition (2010) 64, S1–S13; doi:10.1038/ejcn.2010.242

La pasta cinese (IGP)

patsa-cinese La pasta cinese che non scuoce e non si spezza
L’UE apre alla Cina e inserisce nel registro delle specialità alimentari a indicazione geografica protetta (IGP) per la prima volta un prodotto Cinese. E’ una pasta derivata da amido secco ricavato da fagiolini verdi o piselli, non si incolla e resiste ottimamente alla cottura. Questo avvenimento “epocale” apre scenari politico-economici non trascurabili e pare solo l’inizio di una vera e propria colonizzazione del vecchio continente da parte della Cina che ha altri 9 prodotti per cui ha richiesta la certificazione dell’autorità europea. IGP comunque che lascia effettivamente un po’ perplessi gli addetti ai lavori visto che l’Autorità Europea preposta al conferimento di questa certifica si fa garante agli occhi del consumatore di una serie di controlli di filiera che -oggettivamente- nel caso della Cina sono molto difficili da verificare. Ad ogni modo, un sincero “xièxiè” alla UE che ci permette di gustare specialità orientali certificate anche nel Belpaese!
Fonte: ANSA- 3Novembre 2010

La dieta Mediterranea non cambia e non si cambia

dieta-mediterraneaSono stati resi noti recentemente i risultati di uno studio longitudinale effettuato dall’Istituto di Ricerche Farmacologiche di Milano che ha valutato, tra le altre cose, eventuali cambi nella cosidetta “dieta Mediterranea” seguita dalla popolazione italiana. Questo studio ha preso in esame le abitudini alimentari di oltre 3000 adulti con età media di 59 anni; dopo aver postulato un punteggio relativo alla dieta in esame (chiamato MDS, mediterranean diet score) i ricercatori hanno visto che nel corso degli ultimi 15 anni gli italiani non hanno variato la loro alimentazione in maniera significativa, mantenendosi aderenti ai dettami di questo regime alimentare. Un altro dato interessante emerso dalla ricerca è che i soggetti più affezionati a questa dieta sono quelli nati nel centro-sud del Bel Paese.

European Journal of Clinical Nutrition (2010) 64, 1052–1056; doi:10.1038/ejcn.2010.158; published online 18 August 2010

La dieta per la “vita”, non solo per il giro vita

verdure-antiossidanti1La ricerca parla chiaro: una dieta corretta e ben organizzata può ridurre l’incidenza del cancro del 30% e garantire uno stile di vita migliore. Recentemente, un articolo del Corriere della Sera (da sempre attento alle tematiche riguardanti la salute) ha cercato di sintetizzare in 4 semplici regole quale direzione alimentare prendere per mantenersi sempre in salute:
- Tagliare le calorie in eccesso: Molti studi hanno evidenziato che un eccessivo apporto calorico sia associato a un maggior rischio di incorrere in patologie tumorali di diversi organi; un buon metodo per ridurre l’apporto calorico e raggiungere un buon senso di sazietà è quello di privilegiare alimenti come cereali integrali, frutta e verdura.
- Limitare pane bianco e dolci: I cibi con indice glicemico elevato possono generare un innalzamento della glicemia e un conseguente rilascio di insulina post-prandiale che sembra essere associato a un aumento del fattore di rischio per varie tipologie di sarcoma.
- Meno grassi animali e più pesce: la presenza di acidi grassi insaturi e poli-insaturi presenti nei lipidi provenienti dal mondo vegetale e reperibili anche nel pesce azzurro, hanno un’attività sensibile nella protezione contro i fenomeni infiammatori e la loro assunzione è associata alla diminuzione del rischio di incorrere in una patologia tumorale.
- Poca carne, tanti legumi: le proteine sono indispensabili, si sà, tuttavia secondo l’OMS il consumo delle proteine di origine animali è molto più alto del loro fabbisogno medio.
Fonte: Il Corriere della Sera

Proantocianidine e flavonoidi

proantocianidine-e-flavonoidiUna recente pubblicazione proveniente dall’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri (Milano) ha evidenziato come l’assunzione di flavonoidi (presenti, tra l’altro anche nel cacao e nel cioccolato) e proantocianidine (presenti nell’uva), entrambe classi di molecole con alta capacità antiossidante, si correli con una minore incidenza di tumori.
In particolare l’analisi attenta dei dati ha potuto determinare che flavononi e flavonoli possono allontanare sensibilmente l’incidenza di tumori al cavo orale e alla laringe mentre le proantocianidine sono risultate utili per il cancro colon-rettale, per il loro maggior grado di polimerizzazione che le rende efficaci sul tratto finale dell’apparato digerente.
Nutr Cancer. 2010; 62(7): 871-7

Attività fisica e obesità

attivita-fisuica-e-obesitaFare attività fisica combatte la predisposizione genetica all’obesità!
Uno studio genetico condotto nell’Università di Cambridge diretto dal Dr. Shengxu Li ha evidenziato come uno stile di vita che preveda sport e attività fisica regolare possa ridurre la predisposizione all’obesità del 40%. Il risultato emerge dall’analisi di una popolazione di oltre 20.000 soggetti di età compresa tra i 39 e i 79 anni con una pattern genetica che è associata alla predisposizione verso l’obesità; i risultati delle rilevazioni fatte in oltre 3 anni di monitoring evidenziano che in chi conduce una vita attiva la predisposizione a ingrassare è sensibilmente minore rispetto ai soggetti sedentari e che l’attività fisica è in grado di modificare l’associazione tra i punteggi genetici e l’aumento dell’indice di massa corporea
PLoS Med, 2010; 7(8). pii: e1000332 <studio cambridge.jpg>

Il mais OGM anche in Italia

mais-ogm1Il mais OGM prodotto anche in Italia.
Dopo una querelle che si trascina dal 2006, anno nel quale arrivava al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali la prima richiesta di autorizzazione alla coltivazione di mais geneticamente modificato (alla quale l’Istituzione Italiana rispondeva in maniera negativa), anche nel Bel Paese da pochi mesi è possibile mettere in coltura varietà di questo cereale modificate.
Al rifiuto del Ministero, infatti, ha fatto seguito una sentenza del Consiglio di Stato che sancisce l’inapplicabilità del divieto imposto dall’organo ministeriale viste le disposizioni Comunitarie Europee.
Per gli amanti del mais tradizionale rimane la possibilità di leggere l’etichetta e scegliere tra prodotti modificati o meno
Fonte: www.alimentinews.it

La scelta giusta per il diabetico: allenamento e proteine

allenamento-e-proteineUna recente pubblicazione australiana sulla rivista Diabetes Care ha mostrato che in pazienti con diabete di tipo 2 la dieta ipoenergetica ad alto contenuto di proteine, insieme a un allenamento di endurance, permette di ottenere la più elevata perdita ponderale e la migliore proporzione tra massa magra e massa grassa. Lo studio è stato condotto su 59 soggetti che sono riusciti a terminare il programma di 16 settimane. I soggetti sono stati divisi in 4 gruppi: un controllo (dieta tradizionale e nessun programma di allenamento), un gruppo sottoposto a dieta ad alto contenuto proteico ma nessun programma di allenamento, un gruppo con dieta tradizionale e il programma di allenamento di resistenza, il quarto gruppo con dieta iperproteica e programma di allenamento; quest’ultimo gruppo è stato quello che ha ottenuto i risultati migliori ma in tutti, comunque si ha avuto una regolarizzazione dei livelli di glucosio, insulina, trigliceridi e colesterolo ldl.

Lampade abbronzanti sotto accusa

raggi-uv-sotto-accusaL’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha recentemente valutato il rischio dell’esposizione ai raggi UV dei comuni lettini abbronzanti e delle lampade, e spostato il grado di loro pericolosità dal grado 2A al gruppo 1 delle sostanze cancerogene.
Una promozione al grado più alto di pericolosità giustificato da una recente analisi che ha evidenziato l’aumento del 75% nello sviluppo di melanomi nelle persone di meno di 30 anni più dedite alla cosiddetta “abbronzatura artificiale”. 
L’esposizione a raggi UV sembra anche avere una  diretta relazione con lo sviluppo d melanomi oculari. L’agenzia ha inoltre spostato al grado di pericolosità massima anche tutti quei sistemi che si avvalgono di particelle ionizzanti per generare l’abbronzatura.
Lancet Oncol 2009; 10: 751-752

Lo sport di resistenza nella terza età

sport-di-resistenza-e-terza-etaNell’anziano la debolezza dei muscoli è associata al calo della funzionalità fisica. Effettuare un programma di esercizi di resistenza progressivi (PRT) ha come fine principale proprio quello di aumentare la forza muscolare. Per questo numerosi studi ormai sono concordi nell’affermare che esercizi di resistenza anche in età avanzata apportano il beneficio di mantenere un’ottimale funzionalità fisica, anche associata alla capacità di compiere attività semplici e complesse.
Anche se non sono stati ancora esaminati a fondo gli effetti collaterali in casi clinici, di fatto praticare sport di resistenza a livello moderato 2 o 3 volte a settimana può tradursi per l’anziano nella riduzione della propria disabilità fisica dovuta a debolezza muscolare.
(Cochrane Database Syst Rev online 2009, pubblicato l’8/7)

Caffeina per il glicogeno muscolare

caffeina e glicogeno muscolareIn uno studio randomizzato in doppio cieco incrociato, condotto dall’Università Australiana di Victoria su sette ciclisti in carico atletico, si sono valutati gli effetti della sintesi del glicogeno muscolare associati all’assunzione di bevande per il recupero a base di carboidrati e caffeina, contro beverage a sola base di carboidrati.
Lo studio ha evidenziato che l’associazione di carboidrati ed alte dosi di caffeina permette un maggiore accumulo di glicogeno muscolare rispetto ai soli carboidrati; l’effetto pare essere più marcato tanto più la condizione atletica del soggetto è buona.

Pomodori ogm contro il cancro

pomodori-antiossidanti-1Ormai sono passati 20 anni dall’invito del National Cancer Institute a consumare 5 razioni al giorno di frutta e verdura e mai fino ad oggi questa esortazione è stata considerata in maniera seria. Ad aggravare la situazione, anche il costo di questi beni di consumo in continuo rialzo, che non invita la popolazione a mangiarli.
Che soluzioni proporre? Una soluzione particolare è stata proposta da “Flora”, un progetto nato dalla collaborazione di più università europee che consiste nel generare dei cibi-farmaco in grado di veicolare antiossidanti evoluti con semplici ortaggi.
Nasce così un pomodoro ricco di antocianine, antiossidanti del gruppo dei flavonoidi, che può esercitare un effetto protettivo nei confronti della carcinogenesi. Come si riconosce? Queste molecole hanno la peculiarità di conferire un marcato colore viola: i pomodori così geneticamente modificati si possono riconoscere dal marcato colore viola che li caratterizza!
I ricercatori si dicono ottimisti di poter effettivamente ottenere buoni risultati a livello farmacologico somministrando semplici alimenti: non sempre quindi la parola OGM deve spaventare!

Ancora punti a favore della dieta mediterranea

alimentazioneNonostante sia spesso sottovalutata e avversata da diete alternative, la nostra dieta mediterranea mostra sempre nuovi benefici.
L’ultima scoperta riguarda il cervello: pare infatti che un alto consumo di frutta, verdura, pesce e olio d’oliva possa allontanare il rischio di demenza senile e insorgenza del morbo di Alzheimer.
I risultati di una ricerca svolta su oltre 1390 soggetti sembrano accreditare la tesi che la mediterranea risulti protettiva per l’MCI (Deficit Cognitivo Medio) e il morbo di Alzheimer e la spiegazione risiederebbe nella protezione vascolare che una dieta ricca di fibre, vitamine e antiossidanti esercitano sul corpo. Visto che le degenerazioni cognitive sono legate anche a problematiche vascolari, la nostra dieta pare la più adatta a prevenire queste malattie.