Chi associa la dieta mediterranea al grasso e a uno stile alimentare non salutare dovrà fare i conti con una recente analisi che ha preso in considerazione sedici studi controllati e randomizzati: la ricercatrice Katherine Esposito del dipartimento di geriatria della Seconda Università di Napoli ha individuato che associare attività fisica contiuativa a questo regime alimentare -spesso ostracizzato dai nutrizionisti sportivi- ha portato a un significativo calo ponderale della massa grassa dei soggetti coinvolti.
Nonostante, quindi, il contenuto lipidico relativamente alto di questo stile alimentare si può affermare che, quando è ben condotta, la dieta mediterranea contribuisce a uno stato di forma ottimale!
Fonte: Metab. Syndr. Relat. Disord., 2010 Oct 25
L’annuale Simposio della Unilever sulla Nutrizione di quest’anno ha voluto evidenziare e sottolineare quanto gli acidi grassi essenziali (EFA), ovvero i grassi insaturi e poli-insaturi come l’acido linoleico (LA) e gli omega3 (EPA e DHA), siano importanti nell’alimentazione dell’uomo in tutte le età.
La pasta cinese che non scuoce e non si spezza
Sono stati resi noti recentemente i risultati di uno studio longitudinale effettuato dall’Istituto di Ricerche Farmacologiche di Milano che ha valutato, tra le altre cose, eventuali cambi nella cosidetta “dieta Mediterranea” seguita dalla popolazione italiana. Questo studio ha preso in esame le abitudini alimentari di oltre 3000 adulti con età media di 59 anni; dopo aver postulato un punteggio relativo alla dieta in esame (chiamato MDS, mediterranean diet score) i ricercatori hanno visto che nel corso degli ultimi 15 anni gli italiani non hanno variato la loro alimentazione in maniera significativa, mantenendosi aderenti ai dettami di questo regime alimentare. Un altro dato interessante emerso dalla ricerca è che i soggetti più affezionati a questa dieta sono quelli nati nel centro-sud del Bel Paese.
La ricerca parla chiaro: una dieta corretta e ben organizzata può ridurre l’incidenza del cancro del 30% e garantire uno stile di vita migliore. Recentemente, un articolo del Corriere della Sera (da sempre attento alle tematiche riguardanti la salute) ha cercato di sintetizzare in 4 semplici regole quale direzione alimentare prendere per mantenersi sempre in salute:
Una recente pubblicazione proveniente dall’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri (Milano) ha evidenziato come l’assunzione di flavonoidi (presenti, tra l’altro anche nel cacao e nel cioccolato) e proantocianidine (presenti nell’uva), entrambe classi di molecole con alta capacità antiossidante, si correli con una minore incidenza di tumori.
Fare attività fisica combatte la predisposizione genetica all’obesità!
Il mais OGM prodotto anche in Italia.
Una recente pubblicazione australiana sulla rivista Diabetes Care ha mostrato che in pazienti con diabete di tipo 2 la dieta ipoenergetica ad alto contenuto di
L’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha recentemente valutato il rischio dell’esposizione ai raggi UV dei comuni lettini abbronzanti e delle lampade, e spostato il grado di loro pericolosità dal grado 2A al gruppo 1 delle sostanze cancerogene.
Nell’anziano la debolezza dei muscoli è associata al calo della funzionalità fisica. Effettuare un programma di esercizi di resistenza progressivi (PRT) ha come fine principale proprio quello di aumentare la forza muscolare. Per questo numerosi studi ormai sono concordi nell’affermare che esercizi di resistenza anche in età avanzata apportano il beneficio di mantenere un’ottimale funzionalità fisica, anche associata alla capacità di compiere attività semplici e complesse.
In uno studio randomizzato in doppio cieco incrociato, condotto dall’Università Australiana di Victoria su sette ciclisti in carico atletico, si sono valutati gli effetti della sintesi del glicogeno muscolare associati all’assunzione di bevande per il recupero a base di carboidrati e caffeina, contro beverage a sola base di carboidrati.
Ormai sono passati 20 anni dall’invito del National Cancer Institute a consumare 5 razioni al giorno di frutta e verdura e mai fino ad oggi questa esortazione è stata considerata in maniera seria. Ad aggravare la situazione, anche il costo di questi beni di consumo in continuo rialzo, che non invita la popolazione a mangiarli.
Nonostante sia spesso sottovalutata e avversata da diete alternative, la nostra dieta mediterranea mostra sempre nuovi benefici.
Uno studio condotto recentemente in Australia ha preso in esame un campione di anziani con malattie cognitive degenerative e li ha sottoposti a un semplice programma di attività fisica da svolgere in autonomia a casa. Anche se non ci sono gli estremi per affermare con certezza che l’attività fisica prevenga l’insorgenza del Morbo di Alzheimer, si è registrato un notevole rallentamento della degenerazione cognitiva.