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Attualmente state passando in rassegna gli archivi del weblog Integratori & Fitness - Ethic Sport per la categoria 'Sport'

Ibuprofene e running: una combinazione pericolosa!

running1Nei giorni successivi alla vittoria del Campionato Nazionale di Trail 100Km in Oregon nel 2009, il ventisettenne Erik Skaggs avrebbe dovuto festeggiare; invece si è trovato chiuso in casa per diversi giorni, a causa di una fortissima nausea che sembrava non volerlo abbandonare.
Dopo aver effettuato un controllo qualche giorno dopo, l’atleta fu ricoverato per una grave forma di insufficienza renale.
Cosa era andato storto?
Il medico di Skaggs ha attribuito questa crisi all’uso di ibuprofene (un tradizionale antinfiammatorio FANS) durante la gara: anche se la dose non era eccessiva, la combinazione del farmaco con la disidratazione e l’intensità dello sforzo pare abbia causato l’effetto avverso.
L’uso di questi farmaci (i FANS) è piuttosto comune negli ultrarunners per ridurre il dolore muscolare, anche se non vi è alcuna evidenza scientifica dell’utilità di questi farmaci per questo tipo di trattamenti. Anche se i FANS sono generalmente sicuri, il loro uso regolare può creare ulcere gastriche e interferire con la biosintesi del collagene, una proteina indispensabile per la rigenerazione dei tendini e delle cartilagini. Inoltre, durante un evento altamente stressante come una ultramaratona, i FANS aggiungono ulteriore stress all’organismo già affaticato dallo sforzo, dalla disidratazione e dalle condizioni ambientali.
Fonte: Trail Runner Mag. Oct. 2010

Il ruolo della carnitina nello sportivo

sportiviecarnitinaIl Journal of Physiology ha recentemente pubblicato i risultati di uno studio sulla somministrazione di carnitina nello sportivo.
I ricercatori del Dipartimento di Scienze Umane del Movimento dell’Università di Maastricht hanno diviso gli atleti che si sono sottoposti allo studio in due gruppi, al primo dei quali sono stati somministrato per 12 settimane 2g di carnitina tartrato associati a una razione di 80 g di carboidrati, al secondo dei quali unicamente la razione di carboidrati.
L’analisi dei risultati ha potuto confermare che il gruppo trattato ha risparmiato considerevolmente le scorte di glicogeno, usando ben il 55% in meno delle riserve di carboidrati rispetto al gruppo di controllo e il 31% meno di PDC (il complesso piruvato-deidrogenasi, ovvero uno degli indicatori dell’intensità dello sforzo).Inoltre, il contenuto di acetilcarnitina muscolare è aumentato del 16%, l’acido lattico è diminuito del 44% e il rapporto fosfocreatina/ATP è stato mantenuto meglio.
E’ uno dei primi studi rivolti specificamente allo sportivo e i risultati ottenuti sono estremamente confortanti per valutare un impiego più puntuale di questo nutriente nella dieta dell’atleta!
Fonte: Journal of Physiology

ECG per gli atleti: non per tutte le Nazioni è utile!

cuoreIn Italia c’è una grande attenzione allo screening elettrocardiografico degli atleti agonisti (in particolare dei giovani sportivi) in quanto uno strumento importantissimo per prevenire i casi di morte improvvisa in questi soggetti. Effettivamente i dati parlano chiaro, mostrando come in 25 anni di attività i decessi in questi ambiti siano calati di quasi il 90%, grazie alla possibilità di effettuare una diagnosi precoce. Nell’Unione Europea, tuttavia, non tutti sono dello stesso avviso: la Norvegia, ad esempio, ritiene ingiustificata la spesa di queste centinaia di migliaia di analisi specialistiche per eventi che sono rarissimi nel mondo sportivo.
fonte: BMJ 2010; 341: c4923

Come integrare le proteine nell’alimentazione dello sportivo

alimentazione-proteicaQuando si parla di assumere proteine in polvere l’approccio degli atleti è spesso molto vario: si passa facilmente da chi pensa che non serva a nulla ad atleti che non possono vivere senza la supplementazione di 50g di integratore al giorno. L’International Society of Sport Nutrition ha recentemente fatto ordine su questo argomento individuando le reali necessità dello dell’atleta.
Posto che lo sportivo ha una maggiore richiesta proteica rispetto alla persona sedentaria per riparare efficacemente il tessuto muscolare ed evitare il catabolismo della massa magra, si è individuato nei seguenti intake proteici quelli ideali per ogni tipologia di disciplina sportiva:
-1,4g/kg/die per chi svolge attività di tipo aerobico,
-1,7g/kg/die per attività a componente mista,
-2g/kg/die per gli sport di forza e di potenza,
Questi quantitativi non hanno mostrato effetti indesiderati mentre uno scarso apporto proteico può ridurre sensibilmente l’adattamento all’allenamento.
Oltre che con gli alimenti tradizionali (carne, uova, legumi, pesce…), si può arrivare all’intake proteico ottimale con gli integratori; oltre a essere conservabili a lungo, le proteine in polvere sono più biodisponibili e digeribili. La letteratura scientifica più recente ha individuato nelle miscele di diverse fonti proteiche una sequenziale risposta aminoacidemica: in particolare l’associazione di proteine del siero unite a frazioni di caseina permette di avere una risposta pronta e duratura utile in particolare per il recupero muscolare post-esercizio. Proteine ricche di amminoacidi ramificati e glutammina permettono una ricostruzione efficace del muscolo e sono quindi indicate per chi si sottopone a carichi di lavoro intensi.

Pechino 2008: i successi olimpici

sherma-2.jpgI giochi olimpici di Pechino hanno da pochi mesi  chiuso i battenti, ma è ancora nei nostri cuori l’emozione delle splendide prestazioni di atleti straordinari. Vincere una medaglia olimpica è il frutto di tanti anni di sacrifici e dedizione, unito ad un fisico eccezionale e tanta grinta e forza di volontà. Fondamentale è la cura di tutti i particolari, a partire da allenamenti mirati e calibrati dai migliori professionisti. La cura dell’alimentazione e dell’integrazione riveste un ruolo importante, che permette di ottenere il miglior risultato da un fisico perfettamente allenato.
Oggi gli staff medici dei migliori team al mondo prestano grande attenzione a tutte le sfumature alimentari ed integrazionali, per questo motivo la linea di integrazione professionale EthicSport è stata scelta da numerose federazioni e da tanti atleti di vertice.
I tecnici EthicSport, con la loro professionalità, assistono gli staff medici suggerendo un’integrazione studiata su ogni singolo atleta, i prodotti offrono standard di sicurezza molto elevati e sono supportati da documentazione scientifica. Oramai lo sanno in tanti, non si vince solo con un buon motore, occorre mettere anche il giusto carburante.
fontana3×2.jpgAlla fine dei giochi di Beijing 2008 il nostro bilancio è strepitoso, 7 medaglie olimpiche (2 ori e 5 bronzi), un quinto posto nella MTB ed un record italiano nel nuoto. Occorre grande attenzione per gestire atleti del livello di Valentina Vezzali o Matteo Tagliariol, ORI nel fioretto, ma anche Margherita Granbassi, Giovanna Trillini, Ilaria Salvatori, Diego Confalonieri, Alfredo Rota, Stefano Carozzo, Luigi Tarantino, Aldo Montano, Diego Occhiuzzi e Giampiero Pastore, Salvatore Sanzo, medaglie di bronzo a squadre ed individuali; ricordiamo anche il record italiano nel dorso di Mirco di Tora; il 5° posto nella MTB di Marco Aurelio Fontana.
I ragazzi e le ragazze della Scherma, con le loro 7 medaglie, ci hanno regalato momenti indimenticabili, ed in qualche modo sul podio c’era anche lo staff EthicSport e l’orgoglio di una ricerca condotta ai massimi livelli nell’integrazione nutrizionale degli atleti.
 “Questo è un risultato straordinario che ci inorgoglisce e ci fa sentire vincitori e partecipi dell’evento sportivo più importante al mondo”. Ci dice il dott Franco Donati, responsabile della divisione EthicSport: “E’ la più grande soddisfazione dopo anni di sacrifici per garantire qualità ed informazioni trasparenti e corrette.
alimentazione.jpgUno dei nostri slogan è questo: Se vuoi avere una opportunità di vincere, allenati duramente;  se vuoi essere sicuro di perdere, alimentati in modo sbagliato!”

I Ballerini mangiano poco

ginnastica-rid.jpgSpesso quando si parla di alimentazione nello sportivo si associa il cibo al peso, al volume muscolare e corporeo, ingenerando così un errata o quanto meno parziale concezione dell’alimentazione.
C’è una larga varietà di discipline sportive in cui questo messaggio rischia di tradursi in una cattiva educazione alimentare per i loro praticanti, soprattutto in giovane età.
Mi riferisco agli sport cosiddetti “tecnico compositori”, cioè quelle discipline in cui una componente artistica è associata a una importante componente atletica: è il caso del pattinaggio artistico, il ballo da sala, la ginnastica (artistica e ritmica), il nuoto sincronizzato e quegli sport in cui venga assegnato un punteggio per l’esecuzione di una difficoltà.
E’ indubbio che tutti i praticanti di queste discipline debbano necessariamente cercare di ottimizzare il rapporto tra peso e potenza muscolare  per ottenere la massima efficienza tecnica e atletica; spesso, però, questo concetto viene trasferito da molti allenatori, maestri e istruttori come necessità di “essere leggeri” con la conseguente indicazione di mangiare poco! “Mangiare” non significa “ingrassare”! Una corretta alimentazione è necessaria per poter svolgere tutte le attività che richiediamo al nostro corpo ed anche chi fa discipline in cui il controllo del peso  è fondamentale non può prescindere da un’alimentazione varia ed equilibrata.
In una giornata bisognerebbe fornire al corpo tutte le calorie necessarie per svolgere queste attività; questo è il significato di dieta isocalorica! Una dieta ipocalorica non apporta al nostro organismo tutta l’energia di cui il corpo ha bisogno e dovrebbe essere condotta unicamente sotto controllo di un medico. Abbandonare una o più classi di nutrienti solo per sentito dire, o per moda alimentare, mette il corpo a rischio di malattie ed infortuni .
Un ballerino, un ginnasta, un pattinatore sono atleti a tutti gli effetti; il fatto di avere un’importante componente artistica nella pratica dell’attività non esclude che gli stimoli a cui è sottoposto siano simili a quelli di un lanciatore, un saltatore o un centometrista. Per cui le necessità alimentari sono assolutamente analoghe, dal punto di vista quantitativo a quello qualitativo.
Oltre a ciò il nostro organismo deve essere sempre costantemente rifornito di liquidi per evitare il rischio di un surriscaldamento e quindi un pericolo per la salute, prima ancora che per la performance. Un’assunzione moderata, ma regolare, di liquidi (fino a 700-800 ml/h) permette di mantenere nella maggior parte dei casi il fisico in piena efficienza. Tra le bevande  da scegliere, la preferenza dovrebbe andare, soprattutto durante lo svolgimento dell’attività, a formulazioni ipotoniche  , le quali vengono assorbite velocemente dall’organismo.

Lo Sport non è solo Calcio

non-solo-calcio.jpgIn Italia lo sport è associato in grande parte al calcio: l’impatto mediatico di questo gioco fa sì che sia praticato da moltissimi giovani atleti.
Quello che però restituisce il “glamour” televisivo degli atleti più rappresentativi di questa disciplina è principalmente lontano dallo sport e concerne unicamente il gossip e la cronaca rosa.
Ma è proprio così? Lo sportivo è veramente una persona dotata di grande talento che non deve fare nulla per coltivarlo?
Ovviamente no; negli sport di endurance ove il gesto atletico è particolarmente semplice (come ad esempio il ciclismo) questo è particolarmente evidente: senza allenamento non si possono ottenere buoni risultati, neanche se si è particolarmente predisposti per questo sport.
Anche però nelle discipline più tecniche, in cui il gesto atletico sia preponderante rispetto alle capacità fisiche (come nel calcio, nel tiro e in sport simili), lo stile di vita è importantissimo per poter ottenere il meglio dal proprio fisico.
Un atleta non può prescindere dall’allenarsi, riposarsi e alimentarsi in modo corretto; quest’ultimo aspetto è fondamentale per poter tenere il corpo in perfetta efficienza, tenendo sotto controllo la disidratazione, lo stress ossidativo e le problematiche che la pratica sportiva può generare. Gli integratori in questo possono aiutare: dove l’alimentazione tradizionale non è idonea per lo sportivo, opportuni “alimenti semplificati” possono aiutare il corpo a rifornirsi di importanti macro e micronutrienti utili per mantenere l’organismo in forma garantendo la massima longevità atletica.

La longevità altetica nel Rugby

lopez-ala-3×2.jpgIl rugby è lo sport in cui, forse più che in ogni altro, la fisicità richiesta del giocatore si debba sposare con una grande padronanza tecnica e un’ottima visione di gioco. L’intensità dell’impegno atletico richiesto genera un fabbisogno energetico di nutrienti che obbliga l’atleta a un controllo alimentare molto preciso. Nel rugby moderno a prescindere dal ruolo un atleta deve necessariamente avere potenza, forza e scatto oltre a un’ottima base tecnica e una buona predisposizione per il gioco di squadra. Un’alimentazione euprotica varia e bilanciata a seconda dei momenti della stagione agonistica è alla base dell’integrità fisica e della longevità atletica di un rugbista.
Talvolta, tuttavia, l’alimentazione corretta non riesce a compensare perfettamente le esigenze dei carichi di lavoro imposti agli atleti, per cui si ricorre a una oculata supplementazione di BCAA (amminoacidi a catena ramificata) e di creatina, che mantengono il muscolo in salute e preparato per scatti frequenti.
E’ però altrettanto importante l’aspetto dell’integrazione in allenamento e in gara: presentarsi alla sessione di allenamento con lo stomaco vuoto ma avendo assunto un opportuno integratore a base di carboidrati sequenziali disciolti in acqua genera un moderato stato di iper-idratazione che consente di ritardare i fenomeni di disidratazione e il rischio di un calo ipoglicemico.
In uno sport in cui il contatto fisico è così frequente e maschio è fondamentale mantenere il massimo controllo per evitare pericolose situazioni di infortunio per sè e per i compagni: è provato che anche un debole stato di disidratazione e di calo glicemico influisce significativamente sulla lucidità mentale; oltre a ottimizzare il rendimento, integrarsi durante l’allenamento ha il grande pregio di ridurre il rischio di infortuni dovuti a bassa concentrazione.
Infine un opportuno reintegro di vitamine, sali minerali e nutrienti specifici nel post allenamento permette una riduzione effettiva del tempo di recupero, aiutando l’atleta nel raggiungimento della condizione atletica ottimale.

Io Muovo la Mia Vita

io-muovo-la-vita.jpgDomenica 2 Dicembre si è corsa la Maratona di Milano, insieme al folto numero di atleti di alto livello e di amatori (circa 5700 iscritti) hanno corso anche i partecipanti del progetto Io Muovo La Mia Vita (56 tra diabetici, soggetti in sovrappeso e i loro medici curanti), progetto promosso dal Marathon Sport Center di Brescia del dottor Gabriele Rosa (allenatore dei più forti atleti al mondo di resistenza, Tergat, Lel, Rothlin, ecc…) in collaborazione con il gruppo attività fisica di Diabete Italia con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’utilità di una corretta attività aerobica per curare il diabete di II tipo e l’obesità.
Il gruppo è stato testato e allenato dal dottor Huber Rossi, preparatore atletico e responsabile della valutazione funzionale del Marathon Sport Center, che li ha seguiti passo passo in quest’ultimo anno adattando i programmi di allenamento alle esigenze individuali.
Durante la maratona i partecipanti al progetto hanno utilizzato gli integratori professionali EthicSport che hanno permesso di sostenere i 42km mantenendo la glicemia in equilibrio e di recuperare al meglio lo stato affaticamento post gara.
L’integrazione in un evento di lunga durata, soprattutto in soggetti che presentano patologie metaboliche come il diabete, risulta fondamentale per poter esprimere al meglio il proprio potenziale.
Il gruppo a chiuso la maratona con tempi ottimi anche inferiori alle 4h.

Dott. Huber Rossi
Responsabile valutazione funzionale
Marathon Sport Center (Bs)
www.marathoncenter.it

Steroidi nelle urine: un nuovo metodo!

provette.jpgScienceDaily (Oct. 16, 2007) “Finalmente un punto a favore della lotta al doping”. Gruppi di ricerca dalla Indiana e dalla Cina hanno sviluppato un sistema più efficace e veloce per trovare la presenza di steroidi anabolizzanti illegali nelle urine.
Zheng Ouyang e R. Graham Cooks sono i padri di questo nuovo rivoluzionario metodo di analisi che richiede pochi secondi e nessuna preparazione del campione di urina: questo permette una maggiore velocità  di operazione, un minor rischio di errore e costi enormemente più contenuti.
Forse questo non rappresenterà  la fine dell’uso di sostanze illecite nel mondo dello sport ma ci auguriamo che una maggiore velocità  e un minor costo per analisi rappresenti un passo avanti nella lotta al doping, restituendo uno sport sempre più pulito non solo in ambito professionistico, dove comunque i controlli vengono effettuati sempre più regolarmente, ma anche in ambito amatoriale, dove le pratiche illecite trovano terreno fertile per la mancanza di controlli e quindi la certezza dell’impunità .

Bibliografia: ”Rapid Screening of Anabolic Steroids in Urine by Reactive Desorption Electrospray Ionization” Analytical Chemistry, November 1, 2007.