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Attualmente state passando in rassegna gli archivi del weblog Integratori & Fitness - Ethic Sport per la categoria 'Alimentazione e Dieta'

Come scegliere i cereali per la colazione

cerealiacolzioneMolti genitori che desiderano dare buone abitudini alimentari ai loro figli cercano di inserire fiocchi di cereali nella prima colazione, sia per fornire energia, sia per iniziare la giornata anche con un adeguato contenuto di fibra alimentare.
Da un’attenta analisi effettuata dall’Environmental Working Group (EWG), emerge che occorre prestare grande attenzione alla scelta di questi prodotti, visto che la gran parte di ciò che occupa gli scaffali dei supermercati ha un contenuto di zucchero da cucina pari o superiore a quello delle merendine! Non è infrequente, infatti, che una porzione di cereali possa apportare anche 20 grammi di zucchero. Il vice presidente della EWG, Jane Houlihan, ha dichiarato: “Sono scioccata dalla scoperta di quanto zucchero effettivamente sia presente in una scatola di cereali per bambini. Molti genitori non darebbero certo un dessert per colazione ai propri figli ma, se non si fa attenzione, si rischia di dar loro altrettanto zucchero semplicemente servendo cereali commerciali!”
Fonte: Medical News Today

Spiegato l’effetto Yo-Yo delle diete dimagranti

diete-dimagrantiSe si vuole perdere i chili accumulati durante le ferie natalizie, forse è bene sapere che gli ormoni correlati all’appetito giocano un ruolo estremamente importante nell’umore e nel riprendere peso dopo aver effettuato delle diete! Spesso i medici si trovano a trattare casi in cui persone che dopo aver perso peso con difficoltà seguendo una dieta dimagrante, riprendono in breve tempo tutti i chili persi!
Questo fenomeno è chiamato “effetto Yo-Yo” è si riscontra più frequentemente in soggetti con caratteristiche particolari.
Un nuovo studio dell’Ospedale Universitario di Santiago (Chile) ha analizzato i livelli di insulina, leptina e grelina in 104 pazienti sovrappeso; ne è emerso che, dopo una dieta di otto settimane, i pazienti con alti livelli di leptina e bassi di grelina hanno recuperato in breve tempo oltre il 10% dei chili precedentemente persi!
Modulare, quindi la presenza ematica di questi ormoni potrebbe quindi essere di strategica importanza nella prescrizione dietetica!
Secondo gli autori stessi sono necessarie conferme a questo studio, tuttavia i risultati sembrano essere estremamente interessanti!
Fonte: Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism

Con gli Omega3 meno aritmie ventricolari

sardineUn recente studio condotto dall’olandese Daan Kromhout (Università di Wageningen) ha portato alla luce nuovi benefici dell’integrazione di acidi grassi polinsaturi su pazienti con problemi cardiaci pregressi.
Lo staff del ricercatore ha studiato lo stato di salute di 1104 pazienti post-infartuati e con diabete, per valutare la loro risposta all’integrazione di Omega3; i soggetti sono stati randomizzati in 4 gruppi, uno dei quali trattato con placebo e gli altri con Omega3 a diverse concentrazioni.
Ne è emerso che, rispetto ai pazienti del gruppo di controllo, i gruppi ai quali è stata somministrata una miscela di EPA-DHA-ALA hanno avuto una minor incidenza di aritmia ventricolare e successive problematiche cardiache.
Fonte: Diabetes Care, 2011; 34(12):2515-20

Le patate possono ridurre la pressione sanguigna

patateepressioneBastano poche porzioni di patate al giorno e, nei soggetti in sovrappeso, è possibile ottenere una diminuzione della pressione sanguigna.
Ebbene sì: l’alimento che spesso negli Stati Uniti viene accusato di far ingrassare ed essere poco salutare, ha invece ottime proprietà.
La ricerca presentata a una conferenza tenutasi recentemente a Denver (Colorado), ha dimostrato che “le patate, probabilmente più di ogni altro vegetale, hanno caratteristiche nutrizionali molto utili nel trattamento dei pazienti obesi. Se non vengono preparate fritte o con grassi animali come burro e margarina, ma semplicemente lessate, sono alimenti ipocalorici (110 kcal/hg) e possono portare grandi benefici.” Ha detto il Dr. Vinson.
Il ricercatore ha condotto uno studio nel quale 18 soggetti, in sovrappeso e con tendenza all’alta pressione sanguigna, li ha divisi in 2 gruppi e ha arricchito la dieta di uno di questi di patate.
Dopo 4 settimane il gruppo trattato ha mostrato un calo della pressione diastolica del 4,3% e sistolica del 3,5%. Anche dopo crossover i dati sono stati confermati.
Fonte: Nutrition Daily

Un voto per cibi e bevande confezionati

cibiconfezionati“Un sistema con simboli immediato per indicare il contenuto calorico, grassi trans, sodio e zuccheri aggiunti dovrebbe essere utilizzato in tutti i packaging di cibi e bevande ” ha dichiarato l’istituto di Medicina statunitense in un recente report.
È già in studio, infatti, un sistema più chiaro e di lettura immediata dei “pericoli” contenuti negli alimenti, che sostituisca l’attuale metodo, ritenuto troppo poco chiaro. Verranno utilizzate anche delle stelle per indicare una valutazione globale dell’alimento o della bevanda, con un numero tanto maggiore di stelle, quanto più “salubre” verrà valutato l’alimento.
Sarà la mossa vincente per combattere l’obesità?
fonte: medical news

Mirtilli: una razione al giorno toglie il medico di torno

mirtilliPerché i mirtilli sono considerati così salutari?
Sono ricchi di antiossidanti, flavonoidi e altre vitamine che prevengono i danni cellulari. I radicali liberi possono causare questi tipi di danni che sono alla base dello sviluppo del cancro. “Gli studi suggeriscono che gli antiossidanti possono aiutare a prevenire il danno generato dai radicali liberi, correlato all’insorgenza del cancro” dice il Dr. Newton, dietologo che spesso lavora con pazienti oncologici.
Oltre a ciò i mirtilli sono ricchi di vitamina C, un grande aiuto alla salute del sistema immunitario e all’assorbimento di ossigeno.
Consumare una ciotola di mirtilli freschi da grandi benefici, sia per l’apporto di antiossidanti e vitamine, sia per l’apporto di fibre, che non sono presenti invece nei succhi di questo frutto. Il Dr. Newton ricorda che i mirtilli possono essere congelati e mantengono le loro proprietà nutrizionale anche dopo un anno.
Fonte: Università di Alabama (Birmingham)

Dieta ricca di omega 3, meno allergie per il nascituro

omega3Un possibile legame tra ciò che mangia una donna in gravidanza e il rischio di sviluppare allergie nel nascituro è stato identificato in un articolo apparso sul Journal of Physiology.
In particolare, se la dieta della futura mamma è ricca di acidi grassi polinsaturi (PUFA), come quelli che si trovano nel pesce azzurro ad esempio, l’intestino del figlio si sviluppa diversamente e sembra essere meno predisposto a soffrire di allergie alimentari. “Il nostro studio ha identificato che un certo gruppo di PUFA, gli Omega3,” ha detto il Dr Gaëlle Boudry, dell’Istituto di Ricerca di Rennes (Francia), “cambia sensibilmente la risposta immunitaria dell’intestino del nascituro, rendendolo più permeabile e permettendo ai batteri e alle sostanze assimilate di essere trasportate più facilmente nel torrente ematico”.  Il prossimo passo sarà estendere questi risultati anche in altri periodi della vita umana.
Fonte: Journal of Physiology

Le etichette nutrizionali contrastano il sovrappeso

paninoNegli Stati Uniti, dove l’obesità è un vero e proprio male sociale, un consumatore su sei legge le tabelle nutrizionali e sceglie i prodotti meno calorici.
Questo il risultato della ricerca riportata sul BMJ (British Medical Journal) in cui gli studiosi descrivono questo fatto come un piccolo ma incoraggiante effetto della legge entrata in vigore nel 2008.
I ricercatori di New York e del Santa Monica (California) hanno cercato di determinare l’impatto dell’etichettatura degli alimenti nei fast food, il cui volume calorico pare fosse sottostimato dagli utenti. Anche se sulla popolazione non vi sono state variazioni di rilievo nell’intake calorico giornaliero, pare che le etichette abbiano comunque orientato i consumatori ad assumere meno calorie in cibi da fast food: le tre principali catene hanno infatti registrato un calo delle calorie/acquisto significativo: 5,3% per McDonalds, 14,4% per Au Bon Pain e 6,4% per KFC. Inoltre il 15% dei clienti intervistati ha dichiarato di aver utilizzato le informazioni riportate in etichette per controllare le calorie.
Un piccolo passo verso una maggior consapevolezza alimentare degli americani!
Fonte: British Medical Journal

Anemia e cattiva alimentazione

ferrosport3Un recente studio, pubblicato sul Journal of the American Dietetic Association, ha evidenziato come le cattive abitudini alimentari siano alla base dell‘anemia nelle donne in menopausa.
Lo studio epidemiologico ha preso in esame i dati di 72.833 donne; è stata valutata l’alimentazione di ognuna di queste e stimato che, coloro le quali assumevano un quantitativo insufficiente di Vitamina B12, Vitamina C, carne rossa e Acido Folico, avevano il 44% in più di possibilità di incorrere in anemia permanente.
Fonte: “Nutrient Intake and Anemia Risk in the WHI Observational Study” - Cynthia A. Thomson, PhD, RD, Jeffrey Stanaway, MPH, Marian L. Neuhouser, PhD, RD, Linda G. Snetselaar, RD, PhD, LD, Marcia L. Stefanick, PhD, Leslie Arendell, MS, and Zhao Chen, PhD, MPH.
Journal of the American Dietetic Association (April issue)

Cereali integrali, fibra, proteine e mandorle gli alleati per vincere la fame

mandorleI produttori di cibi sono sempre più attenti non solo al gusto ma anche a generare un buon senso di sazietà nei propri clienti dopo che il pasto è finito. Un nuovo review recentemente pubblicato nel Food Technology Magazine, effettuato dallo staff di ricerca della Dott.ssa Linda Milo Ohr ha analizzato tutti i nutrienti utili per generare un buon senso di sazietà, nell’ottica di individuare tutti gli alleati possibili per aiutare le persone a limitare l’intake calorico!
Cereali integrali, quindi, fibra alimentare (come i frutto oligo saccaridi), proteine sono indispensabili nella dieta di chi voglia controllare il peso.
Per quanto riguarda le mandorle, anch’esse sono utili nel garantire un ottimo senso di sazietà visto che sembrerebbe che, migliorando l’assorbimento dei nutrienti a livello intestinale, riescano a ritardare la sensazione di fame.
Fonte: Food Technology Magazine - Apr 2011

Pesce fritto e rischio infarto

infarto-e-pesce-fritto“Mangiare pesce fritto con regolarità potrebbe avere una correlazione con l’aumento del rischio di avere infarti”.
Questa è la conclusione dei ricercatori dell’Università di Emory (Atlanta), che hanno analizzato dati su quasi 22000 casi che hanno preso parte allo studio REGARDS (Reasons for Geographic and Racial Differences in Stroke ovvero ragioni per le differenze geografiche e razziali nell’infarto).
Uno degli aspetti esaminati è stato proprio l’assunzione di pesce, una delle fonti naturali degli acidi grassi omega 3, importantissimi per la prevenzione dell’infarto.
Tuttavia la modalità di cottura è sembrata correlata all’aumento del fattore di rischio: infatti i soggetti più abituati a mangiare pesce fritto sembrano essere più a rischio rispetto a quelli abituati a mangiarlo con cotture differenti!
Fonte: Neurology December 22, 2010 DOI 10.1212/WNL.0b013e3182061afb

Olio d’oliva contro l’infarto nella terza età

oliooliva11Un nuovo studio condotto dall’Università di Bordeaux porta nuove evidenze a favore dell’olio d’oliva.
La ricerca, condotta dalla Dr.ssa Cecilia Samieri, ha esaminato i report medici di quasi 8.000 pazienti con età superiore ai 65 anni, residenti a Bourdeaux, Dijon e Montpellier con problematiche cardiache pregresse. Dall’analisi dei risultati è stato possibile desumere che un intenso uso di olio extravergine d’oliva, come condimento di insalate o di pietanze in generale, si traduce in un abbattimento del rischio d’infarto del 41% rispetto a chi non ne consuma o ne ha un consumo scarso.
Fonte: “Olive oil consumption, plasma oleic acid, and stroke incidence: The Three-City Study.” - C. Samieri, C. Féart, C. Proust-Lima, E. Peuchant, C. Tzourio, C. Stapf, C. Berr, and P. Barberger-Gateau.
Neurology, June 201
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Più potassio e meno sodio per evitare problemi cardiovascolari

fruttaDiversi rapporti di organizzazioni alimentari hanno portato alla luce che il consumo di sale da cucina porta a un eccesso di sodio nella dieta. Contestualmente il consumo di potassio raggiunge con difficoltà i valori desiderabili per la dieta.
Un recente studio pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology ha riportato alla luce questo problema sottolineando come un riequilibrio tra questi due sali possa prevenire efficacemente problematiche cardiache.
L’American Heart Association, infatti, ha dichiarato in più occasioni che “Studi clinici hanno stabilito che una dieta con un alto contenuto di potassio e basso di sodio può abbassare in maniera significativa i livelli della pressione minima.”
Quindi: più banane e baobab (una nuova frontiera dell’alimentazione umana sperimentata per ora solo in America), meno sale da cucina!
Fonte:Journal of American College of Cardiology May 2011

La colazione dei ragazzi non ha i nutrienti giusti!

dolciL’articolo di Marzo 2011 riguardante “Cibo, Medicina e Salute” del Food Technology Magazine, pubblicato dall’Istituto dei Tecnologi Alimentari afferma che la colazione dei giovani sia troppo abbondante in zuccheri e grassi saturi, mentre pericolosamente carente in fibra alimentare, vitamine e sali minerali.
Dall’articolo pubblicato, emerge che il problema sia assolutamente internazionale! Infatti i cibi preferiti dai ragazzi di ogni parte del mondo, pur apparendo molto differenti, hanno tutti sostanzialmente le stesse caratteristiche!
Dal Bao (parti suine al vapore) e You Tiao (ciambelle fritte in olio di soia)  della Cina ai Burritos del Messico,  dai Churros al cioccolato Spagnoli fino al Natto (condimento di fagioli col riso) giapponese, in tutto il mondo la tendenza è all’aumento di grassi saturi e a zuccheri raffinati fin dalle prime ore del mattino!
Anche se, a quanto sostiene l’articolo, la tecnologia alimentare riesce a contenere il quantitativo di grassi saturi nei prodotti industriali e a inserire fibre, mantenendo una buona compliance del consumatore, è indispensabile accrescere la consapevolezza alimentare dei giovani.
Fonte: Food Technology Magazine

La dieta mediterranea fa perdere peso!

dieta-mediterranea-e-pesoChi associa la dieta mediterranea al grasso e a uno stile alimentare non salutare dovrà fare i conti con una recente analisi che ha preso in considerazione sedici studi controllati e randomizzati: la ricercatrice Katherine Esposito del dipartimento di geriatria della Seconda Università di Napoli ha individuato che associare attività fisica contiuativa a questo regime alimentare -spesso ostracizzato dai nutrizionisti sportivi- ha portato a un significativo calo ponderale della massa grassa dei soggetti coinvolti.
Nonostante, quindi, il contenuto lipidico relativamente alto di questo stile alimentare si può affermare che, quando è ben condotta, la dieta mediterranea contribuisce a uno stato di forma ottimale!

Fonte: Metab. Syndr. Relat. Disord., 2010 Oct 25