Nonostante sia spesso sottovalutata e avversata da diete alternative, la nostra dieta mediterranea mostra sempre nuovi benefici.
L’ultima scoperta riguarda il cervello: pare infatti che un alto consumo di frutta, verdura, pesce e olio d’oliva possa allontanare il rischio di demenza senile e insorgenza del morbo di Alzheimer.
I risultati di una ricerca svolta su oltre 1390 soggetti sembrano accreditare la tesi che la mediterranea risulti protettiva per l’MCI (Deficit Cognitivo Medio) e il morbo di Alzheimer e la spiegazione risiederebbe nella protezione vascolare che una dieta ricca di fibre, vitamine e antiossidanti esercitano sul corpo. Visto che le degenerazioni cognitive sono legate anche a problematiche vascolari, la nostra dieta pare la più adatta a prevenire queste malattie.
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Fish oil supplementation reduces severity of exercise-induced bronchoconstriction in elite athletes.
Mickleborough TD, Murray RL, Ionescu AA, Lindley MR.
Department of Kinesiology, Indiana University, 1025 East 7th Street, HPER 112, Bloomington, IN 47401, USA. tmickleb@indiana.edu
In elite athletes, exercise-induced bronchoconstriction (EIB) may respond to dietary modification, thereby reducing the need for pharmacologic treatment. Ten elite athletes with EIB and 10 elite athletes without EIB (control subjects) participated in a randomized, double-blind crossover study. Subjects entered the study on their normal diet, and then received either fish oil capsules containing 3.2 g eicosapentaenoic acid and 2.2 g docohexaenoic acid (n-3 polyunsaturated fatty acid [PUFA] diet; n = 5) or placebo capsules containing olive oil (placebo diet; n = 5) taken daily for 3 weeks. Diet had no effect on preexercise pulmonary function in either group or on postexercise pulmonary function in control subjects. However, in subjects with EIB, the n-3 PUFA diet improved postexercise pulmonary function compared with the normal and placebo diets. FEV1 decreased by 3 +/- 2% on n-3 PUFA diet, 14.5 +/- 5% on placebo diet, and 17.3 +/- 6% on normal diet at 15 minutes postexercise. Leukotriene (LT)E4, 9alpha, 11beta-prostaglandin F2, LTB4, tumor necrosis factor-alpha, and interleukin-1beta, all significantly decreased on the n-3 PUFA diet compared with normal and placebo diets and after the exercise challenge. These data suggest that dietary fish oil supplementation has a markedly protective effect in suppressing EIB in elite athletes, and this may be attributed to their antiinflammatory properties.
Am J Respir Crit Care Med. 2003 Nov 15;168(10):1146-7
Ebbene sì! Un nuovo punto a favore del cioccolato! Gli amanti dell’oro nero hanno un nuovo motivo per gioire: pare che anche solo piccole dosi di cioccolato fondente, somministrate per lungo tempo, abbiano un effetto di ridurre la pressione in soggetti con piccoli squilibri pressori. Il segreto risiederebbe nell’incremento della produzione di ossido nitrico da parte dell’endotelio vascolare, stimolato dai flavonoidi presenti nel cacao.
Il cacao non ha gli stessi effetti collaterali del farmaco ed piace sicuramente di più; occorre però porre attenzione al volume calorico di questo alimento e considerare attentamente la dieta.
Le riviste, comunque riportano che un apporto di circa 100g di cioccolato fondente al giorno sia in grado di ridurre la pressione di 12/8 mmHg.
Molti studi hanno ampiamente dimostrato l’efficacia dell’esercizio fisico per trattare il sovrappeso e l’uso degli acidi grassi derivanti dal pesce per migliorare l’efficienza cardiovascolare, abbattendo in maniera significativa il rischio di malattie a questo apparato. Ciò che finora non era mai stato investigato è la sinergia tra esercizio fisico e la supplementazione di acidi grassi omega-3 contro i fattori di rischio cardiovascolari e metabolici: la loro combinazione appare avere un effetto molto più importante della semplice somma dei singoli elementi; benché non siano ancora noti i meccanismi alla base di questo effetto, sono già in corso studi longitudinali volti a disvelare questo aspetto e studiare gli effetti di tali terapie sul lungo periodo.
(Am J Clin Nutr. 2007; 85: 1267-74)
Basse concentrazioni sieriche di vitamina E, un indicatore di uno status nutrizionale deficitario, sono associate a susseguente declino fisico negli anziani residenti in comunità. Il mantenimento dell’indipendenza degli anziani è una priorità per la Sanità Pubblica, e l’identificazione di fattori che contribuiscono al declino della funzionalità fisica è necessaria per posporre il processo di disabilitazione.
I potenziali effetti deleteri della cattiva nutrizione sulla funzionalità fisica degli anziani erano finora poco chiari. Benchè i dati di questo studio epidemiologico non possano stabilire rapporti di causalità, essi confermano che i deficit di vitamina E contribuiscono al declino della funzionalità fisica.
Sono necessari studi clinici per determinare se le concentrazioni ottimali di vitamina E riducano il declino funzionale e la comparsa della disabilità in questi soggetti.
(JAMA. 2008; 299: 308-15)
La caduta dei capelli, la loro fragilità, le unghie che si esfoliano sono problemi estetici che preoccupano una larga parte di persone per la maggior parte appartenente all”altra metà del cielo”, all’universo femminile. L’istinto comune, quando si presentano fenomeni di questo tipo, è quello di correre ai ripari agendo sul sintomo: ci si sottopone a trattamenti con lozioni e balsami (per quanto riguarda i capelli) oppure si usano smalti rafforzanti (per quanto riguarda le unghie) cercando di conservare il tessuto danneggiato più a lungo possibile. Tutti questi trattamenti spesso sono ottimi e adeguati, tuttavia la conservazione può molto poco se non è affiancata da un’opportuna nutrizione: unghie e capelli sono tessuti che vanno nutriti come ogni altra parte del nostro corpo.
Nutrienti indispensabili per la buona salute di unghie e capelli sono gli amminoacidi essenziali, in particolare quelli solforati che costituiscono la cheratina (la proteina di cui sono formati) cisteina (un AA semi-essenziale) e metionina, vitamine e alcuni microminerali quali Ferro, Selenio, Rame e Zinco nelle giuste proporzioni.
Ma cosa sono gli amminoacidi essenziali? Gli amminoacidi sono nutrienti indispensabili al nostro corpo in quanto sono i costituienti delle proteine: la loro combinazione dà luogo a un numero incredibile di proteine. La maggior parte degli amminoacidi necessari al nostro organismo possono essere sintetizzati dal nostro corpo, mentre nove di questi (indispensabili per le sintesi plastiche) devono essere necessariamente introdotti attraverso l’alimentazione, in quanto non siamo in grado di formarli, e prendono il nome di amminoacidi essenziali.
Pur mantenendo vario ed equilibrato il proprio stile alimentare, non è sempre facile controllare giornalmente il quantitativo necessario di vitamine e amminoacidi essenziali introdotto. Un loro scompenso compromette alcune funzioni organiche e vi è un impoverimento dello stato di forma; dapprima il nostro organismo è in grado di attivare cicli metabolici alternativi in attesa di ripristinare l’equilibrio ma se lo stato di mancanza di questi importanti nutrienti si protrae nel tempo possono presentarsi problematiche più serie che si riflettono anche in sintomi quali l’indebolimento di unghie e capelli.