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Pubbl. Ott 14, 2013 in Alimentazione e Dieta

Pesce e noci: sfatati i falsi miti

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pesce1Un nuonoci1vo studio ha smentito la relazione tra acido docosaesaenoico  (DHA) ed eicosapentaenoico (EPA) e declino cognitivo dell’anziano. Secondo Eric Ammann della University of Iowa, che ha pubblicato l’articolo apparso su su Neurology, l’invecchiamento cognitivo si può definire come il lento e progressivo deterioramento cerebrale che si verifica in un adulto anziano normale, dovuto all’invecchiamento dei tessuti legato all’età e alla riduzione di volume e vascolarizzazione cerebrale. Questo deterioramento varia da individuo a individuo ed è influenzato da fattori modificabili che hanno un ruolo protettivo, quali alimentazione, esercizio fisico e attività sociale. “Pesce e noci – prosegue Ammann – possono essere sane alternative alla carne rossa e ai prodotti lattiero-caseari, ricchi di grassi saturi e l’aggiunta di acidi grassi polinsaturi (PUFA) alla dieta è stata suggerita per prevenire o ritardare il declino cognitivo dell’anziano”. Il DHA è, infatti, un componente importante del tessuto cerebrale e potrebbe, assieme all’EPA, ridurre il rischio di demenza vascolare abbassando i trigliceridi e la pressione arteriosa.
Basandosi su queste osservazioni, i ricercatori hanno sviluppato l’ipotesi che livelli elevati di EPA e DHA abbiano un effetto protettivo sulle prestazioni cognitive nelle donne anziane in post-menopausa. Lo studio, che ha coinvolto 2157 donne tra i 65 e gli 80 anni sottoposte a test cognitivi e a prelievi ematici annuali, per una media di sei anni consecutivi, ha dimostrato l’assenza totale di qualsiasi associazione tra livelli di Omega 3 e funzione cognitiva nella popolazione oggetto di studio.

Fonte: Neurology 2013; 81:1-8

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