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	<title>Integratori &#038; Fitness - Ethic Sport</title>
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	<description>Fitness e integrazione professionale per lo sport</description>
	<pubDate>Thu, 03 May 2012 07:43:51 +0000</pubDate>
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		<title>Sappiamo davvero quanto zucchero c&#8217;è negli alimenti?</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 07:43:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Alimentazione e Dieta]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Università di Glasgow ha recentemente pubblicato i risultati di una ricerca, condotta nel Regno Unito, nella quale ha voluto testare quanto gli inglesi siano consapevoli del contenuto di zucchero da cucina contenuto nelle bevande commerciali, in particolare quando si tratta di bevande considerate dietetiche o salutari. Il risultato del sondaggio, eseguito su oltre 2000 soggetti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-564" style="margin: 5px;" title="zucchero" src="http://fitness.ethicsport.it/wp-content/uploads/2012/05/zucchero-150x150.jpg" alt="zucchero" width="150" height="150" />L&#8217;Università di Glasgow ha recentemente pubblicato i risultati di una ricerca, condotta nel Regno Unito, nella quale ha voluto testare quanto gli inglesi siano consapevoli del contenuto di zucchero da cucina contenuto nelle bevande commerciali, in particolare quando si tratta di bevande considerate dietetiche o salutari. Il risultato del sondaggio, eseguito su oltre 2000 soggetti ha mostrato che spesso si tende a sovrastimare il contenuto di zucchero contenuto nelle bevande gassate (cola, bibite gassate) ma si rischia di sottostimare pericolosamente quello di frullati, succhi di frutta e i contemporanei &#8220;smoothies&#8221;!<br />
Se da una parte gli intervistati hanno attribuito il 15% di zucchero in più alle bevande gassate e circa 65% in più ai cosiddetti &#8220;energy drink&#8221;, dall&#8217;altra parte hanno sottostimato il contenuto di zucchero del succo di mela circa del 50% e del succo d&#8217;arancia di oltre il 35%.<br />
Una valutazione errata, frutto di scarsa conoscenza, che rischia di aumentare significativamente l&#8217;intake calorico e gli sbalzi insulinemici, con tutti i possibili problemi che ne derivano!<br />
<em>Fonte: Medical News Today</em></p>
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		<title>Più ginnastica a scuola: migliori risultati</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 07:43:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[Che la ginnastica faccia bene è noto ma la conferma assoluta avviene da uno studio svolto in Svizzera e pubblicato dal British Medical Journal. Oltre 500 alunni delle scuole elementari svizzere sono stati sottoposti a uno speciale programma di educazione fisica durante un intero anno scolastico: oltre alle tre lezioni settimanali previste i ragazzi hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-560" style="margin: 5px;" title="ginnasticaascuola11" src="http://fitness.ethicsport.it/wp-content/uploads/2012/04/ginnasticaascuola11.jpg" alt="ginnasticaascuola11" width="150" height="130" />Che la ginnastica faccia bene è noto ma la conferma assoluta avviene da uno studio svolto in Svizzera e pubblicato dal British Medical Journal. Oltre 500 alunni delle scuole elementari svizzere sono stati sottoposti a uno speciale programma di educazione fisica durante un intero anno scolastico: oltre alle tre lezioni settimanali previste i ragazzi hanno partecipato a due altre sessioni di ginnastica. In chi ha seguito questo protocollo, rispetto agli alunni che si sono astenuti dalle due lezioni extra, si è registrata una diminuzione sensibile del livello di grasso corporeo, un aumento delle capacità aerobiche e una migliore capacità prestativa sia a scuola che nelle attività della giornata intera.<br />
<em>Fonte: BMJ 2010 Feb. 23;340:c785</em></p>
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		<title>Alanil-glutammina e performance nella pallacanestro</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 07:21:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[Per valutare l&#8217;effetto dell&#8217;assunzione di una delle forme più moderne e nuove di glutammina è stato analizzato il livello prestativo globale di 10 giocatrici di pallacanestro della I Divisione NCAA. I soggetti hanno eseguito il test 4 volte, durante altrettante partite di campionato: in ogni gara le giocatrici sono state divise in tre gruppi, uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-554" style="margin: 5px;" title="glutamminaepallacanestro" src="http://fitness.ethicsport.it/wp-content/uploads/2012/04/glutamminaepallacanestro-150x150.jpg" alt="glutamminaepallacanestro" width="150" height="150" />Per valutare l&#8217;effetto dell&#8217;assunzione di una delle forme più moderne e nuove di<strong><a href="http://www.ethicsport.it/cat0_1138/dopo-la-performance/p26188-glutammina.php"> glutammina</a></strong> è stato analizzato il livello prestativo globale di 10 giocatrici di pallacanestro della I Divisione NCAA. I soggetti hanno eseguito il test 4 volte, durante altrettante partite di campionato: in ogni gara le giocatrici sono state divise in tre gruppi, uno che ha assunto solo acqua (W), uno che si è reintegrato con una dose bassa (1g) di Alanil Glutammina (AG1) e l&#8217;ultimo che ha utilizzato 2g di questa molecola (AG2).<br />
Interpolando i dati di scatto, salto e resa in partita, lo staff di ricerca guidato da J. Hoffmann ha concluso che rispetto all&#8217;acqua, anche dosi modeste di Alanil Glutammina assunte durante il match sono state correlate con una maggior reattività e un miglior rendimento globale.<br />
<em>Fonte:JISSN 2012, 9:4</em></p>
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		<title>Più fibre, minor rischio di cancro al colon!</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 07:11:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Alimentazione e Dieta]]></category>

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		<description><![CDATA[Un gruppo di ricercatori composto da elementi dell&#8217;Imperial College di Londra, dell&#8217;Università di Leeds e dell&#8217;Università di Wageningen, condotto dalla Dott.ssa Teresa Norat ha analizzato i dati di 25 studi, riguardanti circa due milioni di soggetti, cercando un&#8217;associazione tra assunzione di fibre e rischio di sviluppare il cancro al colon rettale. Questa enorme meta-analisi ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-550" style="margin: 5px;" title="fibre" src="http://fitness.ethicsport.it/wp-content/uploads/2012/04/fibre-150x150.jpg" alt="fibre" width="150" height="150" />Un gruppo di ricercatori composto da elementi dell&#8217;Imperial College di Londra, dell&#8217;Università di Leeds e dell&#8217;Università di Wageningen, condotto dalla Dott.ssa Teresa Norat ha analizzato i dati di 25 studi, riguardanti circa due milioni di soggetti, cercando un&#8217;associazione tra assunzione di fibre e rischio di sviluppare il cancro al colon rettale. Questa enorme meta-analisi ha portato alla luce l&#8217;evidenza che anche piccole quantità di cereali integrali possono dare benefici e che la riduzione del fattore di rischio è proporzionale al quantitativo assunto: 10 grammi di fibra al giorno, infatti, diminuiscono il rischio di sviluppare cancro colon-rettale del 10%, mentre una dieta ricca di cereali integrali (e in grado di apportare fino a 90g di fibra al giorno) diminuisce il fattore di rischio del 20%. L&#8217;analisi effettuata ha preso in esame unicamente le fibre provenienti da cereali integrali e non da frutta e verdura.<br />
<em>BMJ 2011 Nov 10: 343:d6617</em></p>
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		<title>Attenzione all&#8217;olio scaldato ad alte temperature</title>
		<link>http://fitness.ethicsport.it/olio-scaldato-ad-alte-temperature-puo-fare-male/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 08:30:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Alimentazione e Dieta]]></category>

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		<description><![CDATA[I ricercatori dell&#8217;Università della Nazione Basca sono stati i primi a scoprire la presenza nei cibi di aldeidi correlate a malattie neurodegenerative o cancro.
Questi composti si possono trovare anche in alcune tipologie di olio, come quello derivato dai semi di girasole, tipicamente usati per friggere. &#8220;E&#8217; noto che, quando si porta l&#8217;olio alle temperature per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-545" style="margin: 5px;" title="oliocotto" src="http://fitness.ethicsport.it/wp-content/uploads/2012/03/oliocotto-150x150.jpg" alt="oliocotto" width="150" height="150" />I ricercatori dell&#8217;Università della Nazione Basca sono stati i primi a scoprire la presenza nei cibi di aldeidi correlate a malattie neurodegenerative o cancro.<br />
Questi composti si possono trovare anche in alcune tipologie di olio, come quello derivato dai semi di girasole, tipicamente usati per friggere. &#8220;<em>E&#8217; noto che, quando si porta l&#8217;olio alle temperature per la frittura, si possano sviluppare aldeidi dannose che possono inquinare l&#8217;atmosfera ed essere inalate.</em>&#8221;<br />
La ricerca, pubblicata nella rivista Food Chemistry ha preso in esame olio di oliva, girasole e lino, portati a 190°C per 40 ore come in una friggitrice industriale. L&#8217;olio di lino e di girasole hanno mostrato una più alta tendenza a generare aldeidi neurotossiche rispetto all&#8217;olio d&#8217;oliva, probabilmente per il contenuto maggiore di acidi grassi polinsaturi.<br />
<em>Fonte: Food Chemistry - Feb 2012</em></p>
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		<title>Il 70% degli Europei ha carenza di Vitamina D</title>
		<link>http://fitness.ethicsport.it/il-70-degli-europei-ha-carenza-di-vitamina-d/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Mar 2012 09:29:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News & Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[Un recente report effetuato dal Dr. Faustino Pérez Lopez dell&#8217;Università di Saragozza ha evidenziato che in una grande percentuale degli abitanti del vecchio continente i livelli ematici della vitamina D si mantiene al si sotto dei 30 ng/ml, il livello ottimale di questo nutriente essenziale, importantissimo per il buon funzionamento del sistema immunitario e per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-541" style="margin: 5px;" title="carenzavitd1" src="http://fitness.ethicsport.it/wp-content/uploads/2012/03/carenzavitd1-150x150.jpg" alt="carenzavitd1" width="150" height="150" />Un recente report effetuato dal Dr. Faustino Pérez Lopez dell&#8217;Università di Saragozza ha evidenziato che in una grande percentuale degli abitanti del vecchio continente i livelli ematici della vitamina D si mantiene al si sotto dei 30 ng/ml, il livello ottimale di questo nutriente essenziale, importantissimo per il buon funzionamento del sistema immunitario e per l&#8217;assorbimento del calcio! &#8220;<em>I professionisti della salute dovrebbero essere attenti a questo problema</em>&#8221; ha dichiarato il ricercatore &#8220;visto che anche nei posti più soleggiati questa carenza è molto diffusa&#8221;. Gli esperti dell&#8217;EMAS (European Menopause and Andropause Sociey) hanno quindi consigliato la supplementazione di questa vitamina, per prevenire problematiche quali l&#8217;osteoporesi nelle donne in menopausa.<br />
<em>Fonte: Medical News Today</em></p>
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		<title>Dieta mediterranea patrimonio dell&#8217;UNESCO</title>
		<link>http://fitness.ethicsport.it/dieta-mediterranea-patrimonio-dellunesco/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2012 09:39:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Alimentazione e Dieta]]></category>

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		<description><![CDATA[La quinta sessione del Comitato Intergovernativo dell’UNESCO ha voluto premiare la dieta mediterranea come patrimonio culturale immateriale dell&#8217;umanità visto che questa dieta rappresenta un &#8220;meraviglioso ed equilibrato esempio di contaminazione naturale e culturale che è lo stile di vita (questo è il significato etimologico della parola dieta) mediterraneo come eccellenza mondiale.&#8221; 
Il modello nutrizionale tanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-535" style="margin: 5px;" title="dieta-mediterranea" src="http://fitness.ethicsport.it/wp-content/uploads/2012/03/dieta-mediterranea-150x150.jpg" alt="dieta-mediterranea" width="150" height="150" />La quinta sessione del Comitato Intergovernativo dell’UNESCO ha voluto premiare la <strong>dieta mediterranea come patrimonio culturale immateriale dell&#8217;umanità </strong>visto che questa dieta rappresenta un &#8220;<em>meraviglioso ed equilibrato esempio di contaminazione naturale e culturale che è lo stile di vita (questo è il significato etimologico della parola dieta) mediterraneo come eccellenza mondiale.&#8221; </em><br />
Il modello nutrizionale tanto discusso (e talvolta ridotto al solo contenuto di &#8220;pasta e pane&#8221;) è rimasto costante attraverso i tempi, rimanendo costituito dei suoi cardini che sono, principalmente, olio d&#8217;oliva, cereali, frutta, verdura, una moderata quantità di pesce, latticini e carne.</p>
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		<title>Vitamina D e fratture del polso</title>
		<link>http://fitness.ethicsport.it/vitamina-d-e-fratture-del-polso/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 11:24:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>

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		<description><![CDATA[Le fratture distali del radio (DRF), comunemente note come &#8220;fratture del polso&#8221;, sono in assoluto le più frequenti problematiche ortopediche correlate all&#8217;osteoporosi, negli ultimi 15 anni.
Visto che la carenza di Vitamina D è stata correlata alla debolezza muscolare e alla fragilità ossea, uno dei temi del Meeting Annuale dell&#8217;American Academy of Orhopaedic Surgeons del 2012 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-531" style="margin: 5px;" title="fratturapolso" src="http://fitness.ethicsport.it/wp-content/uploads/2012/02/fratturapolso-150x150.jpg" alt="fratturapolso" width="150" height="150" />Le fratture distali del radio (DRF), comunemente note come &#8220;fratture del polso&#8221;, sono in assoluto le più frequenti problematiche ortopediche correlate all&#8217;osteoporosi, negli ultimi 15 anni.<br />
Visto che la carenza di Vitamina D è stata correlata alla debolezza muscolare e alla fragilità ossea, uno dei temi del <em>Meeting Annuale dell&#8217;American Academy of Orhopaedic Surgeons</em> del 2012 è stato lo studio dell&#8217;assunzione di questa vitamina nelle donne in menopausa, che abbiano avuto una frattura del polso. Sono stati presentati i report clinici di 104 soggetti e l&#8217;analisi statistica ha mostrato che il 44% delle donne con frattura del polso mostravano una carenza, più o meno grave, di Vitamina D.<br />
Ricerche future potranno determinare se integrare questo importante nutriente potrà contribuire efficacemente a prevenire l&#8217;insorgenza dell&#8217;osteoporosi e l&#8217;incidenza di fratture distali del radio.<br />
<em>fonte: Medical News Today</em></p>
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		<title>Il consumo moderato di alcolici può ridurre il rischio di diabete</title>
		<link>http://fitness.ethicsport.it/il-consumo-moderato-di-alcolici-puo-ridurre-il-rischio-di-diabete/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 11:28:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News & Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[Le donne di mezza età con una dieta ricca di carboidrati raffinati e che bevono alcolici in maniera moderata, hanno il 30% in meno di possibilità di sviluppare diabete di tipo 2, rispetto a donne  che hanno abitudini alimentari analoghe ma non assumono alcol. Questo è il risultato ottenuto dai ricercatori della Harvard School of [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-527" style="margin: 5px;" title="alcoliciediabete1" src="http://fitness.ethicsport.it/wp-content/uploads/2012/02/alcoliciediabete1-150x150.jpg" alt="alcoliciediabete1" width="150" height="150" />Le donne di mezza età con una dieta ricca di carboidrati raffinati e che bevono alcolici in maniera moderata, hanno il 30% in meno di possibilità di sviluppare diabete di tipo 2, rispetto a donne  che hanno abitudini alimentari analoghe ma non assumono alcol. Questo è il risultato ottenuto dai ricercatori della<em> Harvard School of Public Health</em>, recentemente pubblicato sull&#8217;<em>American Journal of Clinical Nutrition. </em><br />
Esempi tipici di quelli che si intendono come &#8220;carboidrati raffinati&#8221; sono: le bevande zuccherine, pane in cassetta o pane bianco, alcuni tipi di pasta e riso bianco raffinato.<br />
Gli autori hanno premesso che pochissime ricerche precedenti hanno studiato se vi potesse essere un&#8217;associazione tra carico glicemico, indice glicemico, consumo di alcol e diabete di tipo 2.<br />
Il Dr. Frank Hu e il suo team hanno determinato l&#8217;effetto dell&#8217;intake di alcol sul diabete di tipo 2 in donne di mezza età con dieta molto ricca di carboidrati; lo staff ha studiato 81.827 donne per 26 anni e tutti questi soggetti, all&#8217;inizio dello studio, non avevano diabete di tipo 2.<br />
Il Dr. Hu ha dichiarato: &#8220;<em>Se si assumono tanti carboidrati senza bere alcol, il rischio di sviluppare diabete di tipo 2 è del 30% superiore rispetto ad assumere quantità moderate di alcolici. I nostri studi suggeriscono, tuttavia, che consumando più di 15 g/giorno di alcol l&#8217;effetto benefico si attenua sensibilmente&#8221;. </em><br />
<em>Fonte: American Journal of Clinical Nutrition</em></p>
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		<title>L’oliva extravergine di oliva e gli omega 3 contrastano l’infiammazione?</title>
		<link>http://fitness.ethicsport.it/loliva-extravergine-di-oliva-e-gli-omega-3-contrastano-linfiammazione/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 10:05:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Alimentazione e Dieta]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;acido oleico e l&#8217;idrossitirosolo, presenti in alte concentrazioni nell&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva e gli acidi grassi polinsaturi della serie omega 3, presenti nel pesce azzurro, possono interferire con il meccanismo coinvolto nella pancreatite acuta, una malattia di origine infiammatoria-ossidativa.
Dagli ultimi studi effettuati in materia sembra che questi nutrienti possano prevenire o mitigare questa patologia.
Il dipartimento di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-520" style="margin: 5px;" title="pesceazzurro" src="http://fitness.ethicsport.it/wp-content/uploads/2012/02/pesceazzurro-150x150.jpg" alt="pesceazzurro" width="150" height="150" />L&#8217;acido oleico e l&#8217;idrossitirosolo, presenti in alte concentrazioni nell&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva e gli acidi grassi polinsaturi della serie<strong> <a href="http://www.ethicsport.it/cat0_1141/aiuti-concreti-alle-problematiche-dello-sportivo/p4907-omegasport.php">omega 3</a></strong>, presenti nel pesce azzurro, possono interferire con il meccanismo coinvolto nella pancreatite acuta, una malattia di origine infiammatoria-ossidativa.<br />
Dagli ultimi studi effettuati in materia sembra che questi nutrienti possano prevenire o mitigare questa patologia.<br />
Il dipartimento di Fisiologia dell&#8217;Università di Granada è giunto a questa importante conclusione nell&#8217;ambito di uno studio effettuato per valutare i benefici della dieta mediterranea sul pancreas. La Dott.ssa Maria Belen Lopez Millan ha affermato che &#8220;<em>ci sono evidenze sempre maggiori che i processi infiammatori e ossidativi stiano alla base dell&#8217;insorgenza di malattie croniche e la dieta giochi un ruolo importante in questi processi: il contenuto antiossidante e antinfiammatorio di determinati componenti della dieta, infatti, possono prevenire l&#8217;incidenza di determinate patologie correlate con infiammazione e radicali liberi.&#8221;</em><br />
<em>Fonte: Medical News Today</em></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Vino bianco o vino rosso?</title>
		<link>http://fitness.ethicsport.it/vino-bianco-o-vino-rosso/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 08:35:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli inibitori delle aromatasi (AI) prevengono la conversione da androgeni ad estrogeni e possono giocare un ruolo importante nello sviluppo del cancro al seno.
Un recente studio, condotto su 36 donne in pre-menopausa, ha cercato eventuali differenze di effetti sugli AI nell&#8217;assunzione di vino bianco o vino rosso.
I soggetti sono stati divisi in due gruppi; il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-515" style="margin: 5px;" title="vinibiancoerosso" src="http://fitness.ethicsport.it/wp-content/uploads/2012/01/vinibiancoerosso-150x150.jpg" alt="vinibiancoerosso" width="150" height="150" />Gli inibitori delle aromatasi (AI) prevengono la conversione da androgeni ad estrogeni e possono giocare un ruolo importante nello sviluppo del cancro al seno.<br />
Un recente studio, condotto su 36 donne in pre-menopausa, ha cercato eventuali differenze di effetti sugli AI nell&#8217;assunzione di vino bianco o vino rosso.<br />
I soggetti sono stati divisi in due gruppi; il protocollo di studio ha previsto l&#8217;assunzione di un bicchiere di vino al giorno per un mese. Nel primo mese il gruppo I ha bevuto unicamente vino rosso, mentre il gruppo II ha assunto vino bianco; il secondo mese è stato effettuato un cross-over.</p>
<p>I ricercatori hanno rilevato che solo il vino rosso ha avuto un effetto significativo sul metabolismo degli estrogeni: nonostante, infatti, si sia registrato, in corrispondenza dell&#8217;assunzione di vino rosso,  un aumento significativo di testosterone libero e di un ormone luteinizzante, non vi è stato aumento di estrogeni.Un risultato notevole che ha mostrato come il vino rosso possa svolgere un ruolo preventivo nei confronti del cancro al seno:<br />
<strong>buon vino rosso a tutte, quindi&#8230; ma senza esagerare!</strong><br />
<em>Fonte: Medical News Today</em></p>
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		<title>Il caffè abbassa il rischio di depressione nelle donne anziane?</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 09:01:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News & Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[La Harvard School of Public Health ha pubblicato recentemente sugli Archives of Internal Medicine uno studio osservazionale in cui emerge la possibilità che l&#8217;assunzione di caffeina sia collegata con la riduzione del rischio di depressione nelle donne durante la terza età.
Il ricercatore Michel Lucas e il suo team hanno reperito dati relativi a quasi 60.000 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-511" style="margin: 5px;" title="caffeedepressione" src="http://fitness.ethicsport.it/wp-content/uploads/2012/01/caffeedepressione-150x150.jpg" alt="caffeedepressione" width="150" height="150" />La Harvard School of Public Health ha pubblicato recentemente sugli Archives of Internal Medicine uno studio osservazionale in cui emerge la possibilità che l&#8217;assunzione di caffeina sia collegata con la riduzione del rischio di depressione nelle donne durante la terza età.<br />
Il ricercatore Michel Lucas e il suo team hanno reperito dati relativi a quasi 60.000 pazienti sessantatreenni di sesso femminile, nessuna delle quali, all&#8217;inizio della ricerca, mostrava segni di depressione. Analizzato, tramite questionari che venivano somministrati nel periodo compreso tra il 1980 e il 2004, l&#8217;intake di caffeina (tramite tutte le fonti alimentari disponibili: caffè, the, integratori&#8230;), hanno potuto evidenziare che: le donne che hanno consumato 2 o 3 porzioni di caffè al giorno si sono mostrate per il 15% meno predisposte a sviluppare casi clinici di depressione, per chi ne ha consumato 4 porzioni la percentuale sale al 20% e che il consumo di caffè decaffeinato non ha correlazione con il rischio di incorrere in depressione. Serviranno senz&#8217;altro studi ulteriori a conferma di questa tesi, tuttavia il risultato di questa ricerca apre nuove strade per l&#8217;utilizzo di caffeina come prevenzione di malattie!<br />
<em>fonte: Archives of internal Medicine</em></p>
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		<title>Conservare correttamente il pranzo fuori casa</title>
		<link>http://fitness.ethicsport.it/conservare-correttamente-il-pranzo-fino-al-lavoro/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 08:37:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Spesso si considera la salubrità e la sicurezza degli alimenti che prepariamo per le nostre famiglie ma talvolta non si pone la stessa attenzione a come viene impacchettato per conservarlo fino a scuola o al posto di lavoro. l
L&#8217; esperto di sicurezza alimentare Dr. Don Schaffner dell&#8217;Istituto di Tecnologie alimentari dell&#8217;Università di Rutgers, ha infatti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-505" style="margin: 5px;" title="conservazionepranzo" src="http://fitness.ethicsport.it/wp-content/uploads/2012/01/conservazionepranzo-150x150.jpg" alt="conservazionepranzo" width="150" height="150" />Spesso si considera la salubrità e la sicurezza degli alimenti che prepariamo per le nostre famiglie ma talvolta non si pone la stessa attenzione a come viene impacchettato per conservarlo fino a scuola o al posto di lavoro. l<br />
L&#8217; esperto di sicurezza alimentare Dr. Don Schaffner dell&#8217;Istituto di Tecnologie alimentari dell&#8217;Università di Rutgers, ha infatti recentemente dichiarato: &#8220;<em>I genitori devono tenere a mente l&#8217;importanza della sicurezza nel preparare e conservare i cibi per i loro bambini, per mantenerli sani e ricchi di nutrienti fino a scuola, nei loro lunch box.&#8221;</em><br />
Ecco qualche piccolo consiglio per avere sempre i migliori risultati:<br />
<strong>1) Pulizia </strong><br />
Preparare i cibi con le mani pulite è la prima regola; un lavaggio accurato con acqua e sapone di circa 20 secondi previene la diffusione dei batteri. Allo stesso modo, taglieri, posate e utensili devono essere lavati e puliti.<br />
<strong>2) Il giusto pacchetto </strong><br />
Per conservare i cibi è bene usare confezioni isolate termicamente per mantenere la temperatura bassa. Quando questo non è possibile si può ovviare usando due sacchetti per creare un piccolo strato isolante.<br />
<strong>3) Non esagerare </strong><br />
Evitare di preparare più di quanto ragionevolmente si può mangiare per evitare di avere avanzi che non siano stati conservati alle corrette temperature.<br />
<strong>4) Evitare contaminazioni incrociate</strong><br />
È bene evitare di riutilizzare i materiali per impacchettare (carta trasparente, carta argentata&#8230;) per evitare contaminazione incrociata tra cibi.<br />
<strong>5) Tenere al caldo o al fresco </strong><br />
I contenitori termici permettono di mantenere ciò che deve essere caldo al caldo e fresco ciò che va conservato al fresco. Per i cibi caldi è importante lavare i contenitori con acqua bollente e, dopo averli riempiti col cibo caldo sigillarli e non aprirli fino al momento di consumarli per minimizzare la crescita batterica.<br />
<em>Fonte: Institute of Food Technologists (IFT) </em></p>
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		<title>Cene al ristorante e perdita di peso!</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 10:45:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News & Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[Uscire a cena è diventata una parte importante della nostra cultura, ma spesso mangiare al ristorante si traduce in piatti ipercalorici estremamente abbondanti che possono contribuire ad aumentare il grasso corporeo. Tuttavia, uno studio pubblicato nel Journal of Nutrition Education and Behavior ha dimostrato che si può mangiare fuori e continuare a perdere peso!
I ricercatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-501" style="margin: 5px;" title="ceneristorante" src="http://fitness.ethicsport.it/wp-content/uploads/2012/01/ceneristorante-150x150.jpg" alt="ceneristorante" width="150" height="150" />Uscire a cena è diventata una parte importante della nostra cultura, ma spesso mangiare al ristorante si traduce in piatti ipercalorici estremamente abbondanti che possono contribuire ad aumentare il grasso corporeo. Tuttavia, uno studio pubblicato nel J<em>ournal of Nutrition Education and Behavior </em>ha dimostrato che si può mangiare fuori e continuare a perdere peso!<br />
I ricercatori dell&#8217;Università del Texas ad Austin hanno arruolato 35 donne tra i 40 e i 59 anni con abitudine a frequentare spesso i ristoranti ed a questi soggetti è stato assegnato un programma alimentare chiamato <em>Mindful Restaurant Eating,</em> incentrato sull&#8217;insegnare le tecniche per ridurre l&#8217;intake calorico quando ci si trova a mangiare fuori!<br />
Tutti i partecipanti al programma hanno ottenuto risultati ottimi ed un dimagrimento costante, allineato agli obiettivi prefissati.<br />
<em>Fonte: Journal of Nutrition Education and Behavior </em></p>
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		<title>Come scegliere i cereali per la colazione</title>
		<link>http://fitness.ethicsport.it/come-scegliere-i-cereali-per-la-colazione/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 08:46:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Alimentazione e Dieta]]></category>

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		<description><![CDATA[Molti genitori che desiderano dare buone abitudini alimentari ai loro figli cercano di inserire fiocchi di cereali nella prima colazione, sia per fornire energia, sia per iniziare la giornata anche con un adeguato contenuto di fibra alimentare.
Da un&#8217;attenta analisi effettuata dall&#8217;Environmental Working Group (EWG), emerge che occorre prestare grande attenzione alla scelta di questi prodotti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-497" style="margin: 5px;" title="cerealiacolzione" src="http://fitness.ethicsport.it/wp-content/uploads/2012/01/cerealiacolzione-150x150.jpg" alt="cerealiacolzione" width="150" height="150" />Molti genitori che desiderano dare buone abitudini alimentari ai loro figli cercano di inserire fiocchi di cereali nella prima colazione, sia per fornire energia, sia per iniziare la giornata anche con un adeguato contenuto di fibra alimentare.<br />
Da un&#8217;attenta analisi effettuata dall&#8217;Environmental Working Group (EWG), emerge che occorre prestare grande attenzione alla scelta di questi prodotti, visto che la gran parte di ciò che occupa gli scaffali dei supermercati ha un contenuto di zucchero da cucina pari o superiore a quello delle merendine! Non è infrequente, infatti, che una porzione di cereali possa apportare anche 20 grammi di zucchero. Il vice presidente della EWG, Jane Houlihan, ha dichiarato: &#8220;<em>Sono scioccata dalla scoperta di quanto zucchero effettivamente sia presente in una scatola di cereali per bambini. Molti genitori non darebbero certo un dessert per colazione ai propri figli ma, se non si fa attenzione, si rischia di dar loro altrettanto zucchero semplicemente servendo cereali commerciali!&#8221;</em><br />
<em>Fonte: Medical News Today</em></p>
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