In uno studio randomizzato in doppio cieco incrociato, condotto dall’Università Australiana di Victoria su sette ciclisti in carico atletico, si sono valutati gli effetti della sintesi del glicogeno muscolare associati all’assunzione di bevande per il recupero a base di carboidrati e caffeina, contro beverage a sola base di carboidrati.
Lo studio ha evidenziato che l’associazione di carboidrati ed alte dosi di caffeina permette un maggiore accumulo di glicogeno muscolare rispetto ai soli carboidrati; l’effetto pare essere più marcato tanto più la condizione atletica del soggetto è buona.
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Ormai sono passati 20 anni dall’invito del National Cancer Institute a consumare 5 razioni al giorno di frutta e verdura e mai fino ad oggi questa esortazione è stata considerata in maniera seria. Ad aggravare la situazione, anche il costo di questi beni di consumo in continuo rialzo, che non invita la popolazione a mangiarli.
Che soluzioni proporre? Una soluzione particolare è stata proposta da “Flora”, un progetto nato dalla collaborazione di più università europee che consiste nel generare dei cibi-farmaco in grado di veicolare antiossidanti evoluti con semplici ortaggi.
Nasce così un pomodoro ricco di antocianine, antiossidanti del gruppo dei flavonoidi, che può esercitare un effetto protettivo nei confronti della carcinogenesi. Come si riconosce? Queste molecole hanno la peculiarità di conferire un marcato colore viola: i pomodori così geneticamente modificati si possono riconoscere dal marcato colore viola che li caratterizza!
I ricercatori si dicono ottimisti di poter effettivamente ottenere buoni risultati a livello farmacologico somministrando semplici alimenti: non sempre quindi la parola OGM deve spaventare!
Nonostante sia spesso sottovalutata e avversata da diete alternative, la nostra dieta mediterranea mostra sempre nuovi benefici.
L’ultima scoperta riguarda il cervello: pare infatti che un alto consumo di frutta, verdura, pesce e olio d’oliva possa allontanare il rischio di demenza senile e insorgenza del morbo di Alzheimer.
I risultati di una ricerca svolta su oltre 1390 soggetti sembrano accreditare la tesi che la mediterranea risulti protettiva per l’MCI (Deficit Cognitivo Medio) e il morbo di Alzheimer e la spiegazione risiederebbe nella protezione vascolare che una dieta ricca di fibre, vitamine e antiossidanti esercitano sul corpo. Visto che le degenerazioni cognitive sono legate anche a problematiche vascolari, la nostra dieta pare la più adatta a prevenire queste malattie.