In Italia lo sport è associato in grande parte al calcio: l’impatto mediatico di questo gioco fa sì che sia praticato da moltissimi giovani atleti.
Quello che però restituisce il “glamour” televisivo degli atleti più rappresentativi di questa disciplina è principalmente lontano dallo sport e concerne unicamente il gossip e la cronaca rosa.
Ma è proprio così? Lo sportivo è veramente una persona dotata di grande talento che non deve fare nulla per coltivarlo?
Ovviamente no; negli sport di endurance ove il gesto atletico è particolarmente semplice (come ad esempio il ciclismo) questo è particolarmente evidente: senza allenamento non si possono ottenere buoni risultati, neanche se si è particolarmente predisposti per questo sport.
Anche però nelle discipline più tecniche, in cui il gesto atletico sia preponderante rispetto alle capacità fisiche (come nel calcio, nel tiro e in sport simili), lo stile di vita è importantissimo per poter ottenere il meglio dal proprio fisico.
Un atleta non può prescindere dall’allenarsi, riposarsi e alimentarsi in modo corretto; quest’ultimo aspetto è fondamentale per poter tenere il corpo in perfetta efficienza, tenendo sotto controllo la disidratazione, lo stress ossidativo e le problematiche che la pratica sportiva può generare. Gli integratori in questo possono aiutare: dove l’alimentazione tradizionale non è idonea per lo sportivo, opportuni “alimenti semplificati” possono aiutare il corpo a rifornirsi di importanti macro e micronutrienti utili per mantenere l’organismo in forma garantendo la massima longevità atletica.
Info Archivio
Attualmente state passando in rassegna gli archivi del weblog Integratori & Fitness - Ethic Sport per la categoria del aprile, 2008.
Talvolta l’aspettativa degli atleti sull’uso di sostanze vietate è maggiore rispetto al risultato stesso. E’ di pochi giorni fa la pubblicazione da parte degli Annals of Internal Medicine di un editoriale che prende in esame gli studi fatti sulla somministrazione di GH (il famigerato ormone della crescita, uno dei prodotti più gettonati nel mondo del doping) dal 1966 fino ad oggi.
Il dott. Hau Liu, del centro medico di san Josè (California) ha quindi esaminato una varia casistica in uno studio longitudinale di 27 anni su 440 soggetti. Quali risultati? L’ormone della crescita fa aumentare la massa magra a discapito di quella grassa ma il beneficio sarebbe più “estetico” che reale: a questo aumento non sembrerebbe corrispondere un reale aumento della potenza visto che questa crescita si accompagnerebbe a una maggiore ritenzione idrica muscolare rispetto a una maggiore densità muscolare.
Certi invece sarebbero gli effetti collaterali sul metabolismo: diabete, cardiomiopatie, dolori articolari e accelerazione dell’artrite.
Lo studio ha già generato grande fermento nel mondo scientifico e le repliche sono già in via di pubblicazione.
Fonte: Annals of Internal Medicine tip sheet for March 18, 2008, issue 1. New Study: Growth Hormone Does Not Enhance Athletic Performance
Il cardiofrequenzimetro è un misuratore dei battiti cardiaci ed è un utilissimo strumento di controllo dello sforzo fisico. Molte persone, soprattutto i cosiddetti “amatori”, sottovalutano ancora l’importanza di usare questo strumento reputandolo utile solamente a chi fa sport a livello professionistico.
Di fatto questo strumento, indispensabile effettivamente per il professionista, è altrettanto utile anche per chi non ha la consapevolezza del proprio corpo e vuole fare attività fisica per diletto.
Monitorare il proprio battito cardiaco permette di valutare il tipo di sforzo che si sta facendo e quindi di sapere “come” si sta lavorando. Lavorare a frequenze elevate vuol dire attivare un metabolismo di tipo anaerobico-lattacido: i muscoli sono costretti a lavorare in condizioni di scarsità di ossigeno e producono acido lattico, intossicando il muscolo e esponendoci a possibili cali ipoglicemici e dolori muscolari.
Lavorare a frequenze modeste permette di attivare metabolismi aerobici che il nostro corpo è in grado di sostenere a lungo senza problemi, usando tra l’altro come fonti energetiche anche importanti quantità di grassi corporei, coadiuvando la perdita di massa grassa e quindi il controllo del peso.
Una spesa modesta (alcuni modelli non superano i 50€) può quindi aiutare a stare meglio e ottenere risultati soddisfacenti da ogni allenamento.
Le normative europee di tutela della salute del cittadino si schierano sempre più contro il tabagismo e l’esposizione al fumo. Non sono solo i possibili danni all’apparato respiratorio e la probabile attività carcinogenica a preoccupare ma anche un aspetto che pochi conoscono e che incide significativamente sulla qualità della vita: l’intolleranza al glucosio, condizione che può portare al diabete. Uno studio longitudinale, durato 15 anni, coordinato dall’Alabama University ha preso in esame un largo numero di soggetti di età compresa tra i 18 e i 30 anni con diverse abitudini: fumatori, ex fumatori, non fumatori esposti a fumo passivo e non fumatori non esposti a fumo passivo.
Alla fine dello studio, dopo una complessa analisi dei risultati per fattori sociologici, biologici e comportamentali il gruppo di ricerca ha concluso che esiste un ruolo sia del fumo attivo che di quello passivo nello sviluppare intolleranza al glucosio nei giovani-adulti.
fonte BMJ 2006
La Food and Drugs Administration sembra prossima ad avallare in USA la vendita di alimenti da animali clonati (latte, carne…). Al momento, sebbene sembri dover giungere a giorni l’ok dell’organismo federale, comunque non c’è ancora l’autorizzazione alla vendita di tali prodotti. Già nel 2006 la FDA aveva dichiarato che latte e carni provenienti da manzo, maiale e pecora “non sono differenti da animali adulti in salute e generati tradizionalmente”. Ad oggi, una larga parte del Congresso e l’unione Europea si oppone a questa possibilità, perché ritengono non ci sia uno storico di studi sufficienti per dichiarare la completa sicurezza di questi prodotti alimentari. Certo è che l’avallo, da parte della FDA, di alimenti provenienti da animali clonati rappresenterebbe una pietra miliare nella biotecnologia alimentare.
Fonte: the Wall Street Journal 4 jan 2008 (http://online.wsj.com/article/SB119938649276665241.html?mod=health_home_stories)
Aveva ragione la mamma, la nonna e tutti quelli che da piccoli ci dicevano di lavarci per bene le mani… L’agenzia di stampa Reuters ha recentemente diffuso la ricerca di Tom Jefferson e del suo staff, pubblicata anche sulla rivista Cochrane Library.
“La diffusione di virus respiratori può essere prevenuta con misure igieniche intorno ai bambini piccoli”, scrivono i ricercatori, “come lavarsi le mani con acqua e sapone”.
I virus normalmente causano piccoli malanni ma talvolta possono contribuire alla diffusione di epidemie influenzali.
Quindi perpetriamo anche noi coi nostri figli, forti del razionale scientifico restituitoci dallo staff dell dott. Jefferson, il messaggio che da generazioni si tramanda: “Corri a lavarti le mani!”
Fonte: REUTERS